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Un progetto per costruire un ospedale in Camerun

05 novembre 2015, 06:00

Un progetto per costruire un ospedale in Camerun

Margherita Portelli

Il nome è già una garanzia: «Papà – Portare aiuto al popolo africano» trasmette in una sola parola quel senso di sostegno e condivisone su cui si basa il progetto. Ieri, in Municipio, è stata presentata la serata di intrattenimento e solidarietà che sabato 14 novembre andrà in scena all'Hostaria Tre Ville, organizzata dall'associazione Snupi, con il patrocinio di Comune, Università e Azienda ospedaliero-universitaria di Parma.

L'iniziativa mira ad aprire la raccolta fondi e a presentare alla città un progetto ambizioso ma concreto (e soprattutto sostenibile) che consiste nella pianificazione e nella realizzazione, in regime di automantenimento, di un ospedale attrezzato a Bamenda, in Camerun, per il trattamento di patologie ad alta incidenza di mortalità, attualmente di difficile cura data la scarsità di medici specializzati e di strutture attrezzate sul posto. Dopo i saluti della vice sindaco Nicoletta Paci, il direttore generale dell'ospedale, Massimo Fabi, ha sottolineato come «la condivisione di competenze e un'assistenza non episodica siano una responsabilità sociale per una grande azienda sanitaria». «Non in termini caritativi– ha specificato -, ma esportando le competenze. È un'iniziativa che si fonda sulla generosità e che avrà bisogno del buon cuore di tutti i parmigiani». Per realizzare il progetto sarà necessario mettere insieme dai 600 mila al milione di euro. La serata di sabato 14, organizzata da Snupi (Sostegno nuove patologie intestinali) sarà l'occasione per iniziare a raccogliere fondi e far conoscere alla città il progetto. «L'associazione, oltre a essere da sempre vicina al reparto di Gastroenterologia del nostro ospedale, sostiene la formazione di medici e l'acquisizione di nuove strumentazioni» ha specificato Giulio Orsini, di Snupi. «L'iniziativa “Papà” potrà costituire un importante esempio di cooperazione positiva – ha assicurato Leopoldo Sarli, del Centro universitario per la cooperazione internazionale –. Per essere efficace un progetto di questo genere deve essere sostenibile, non solo a livello economico, ma anche dal punto di vista ambientale e sociale. La formazione è la chiave di volta». L'ideatore del progetto, il medico camerunense Hariscine Keng Abongwa, ha scelto il nome, «Papà», proprio con l'intento di estenderne la paternità a tutti i sostenitori. «L'idea del progetto è nata 4 anni fa – ha sottolineato Abongwa -.La struttura ospiterà 80 posti letto suddivisi nei reparti di maternità e infanzia, chirurgia, medicina e gastroenterologia». «Il dramma è che di progetti di questo genere ne partono diversi, ma pochi vengono portati a termine - ha sottolineato Gian Luigi de' Angelis, direttore del dipartimento Materno infantile dell'ospedale di Parma e tutor del progetto -. Abbiamo a lungo lavorato in silenzio, abbiamo valutato per bene la fattibilità dell'iniziativa e ora ci siamo attivati chiedendo il sostegno delle istituzioni. Ci sarà tanto lavoro da fare, ma ci sarà anche bisogno della generosità dei parmigiani. Non vogliamo fermarci all'ospedale, è nostra intenzione realizzare anche la scuola universitaria per formare i medici». Per essere informati nel dettaglio sul progetto «Papà» si può visitare il sito www.papabamenda.org.

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