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Val d'Enza

Ladri in casa: madre e figlia scappano in giardino

Raffica di furti tra Monticelli e Bannone

06 novembre 2015, 06:03

Ladri in casa:  madre e figlia scappano in giardino

BIBBIANO

Umberto Spaggiari

Ancora un caseificio preso d’assalto dai razziatori di formaggio “Parmigiano-Reggiano”.

Nel mirino dei ladri è finita intorno alle 4 della scorsa notte, per la seconda volta nell’arco temporale di un mese, la latteria dell’azienda agricola Scalabrini, situata in località Ghiardo. Usando la stessa tecnica della precedente incursione, i malviventi dopo avere forzato l’inferriata di una finestra del reparto di stagionatura, in breve tempo si sono impossessati di 33 forme del pregiato prodotto caseario che hanno caricato su di un furgone “Fiat Scudo”.

Incuranti del fatto di essere stati scorti dal casaro che, svegliato dai rumori si è affacciato alla finestra della sua abitazione ed ha urlato tentando inutilmente di farli desistere, ma i componenti della banda, almeno tre persone incappucciate più una quarta con funzioni di palo, muovendosi rapidamente hanno proseguito nella loro azione per poi eclissarsi a bordo dell’automezzo con il bottino.

«Appena un mese fa abbiamo subito un analogo furto e non abbiamo avuto nemmeno il tempo di terminare i lavori per una sicurezza maggiore» ha spiegato uno dei titolari dell’azienda. «Intorno al magazzino abbiamo realizzato un fossato di protezione, ma non è bastato e purtroppo non sappiamo più cosa fare» ha aggiunto sconsolato.

Ed è allarme per la sequenza di furti di formaggio “Parmigiano Reggiano” in caseifici della Val d’Enza, messi a segno dai predoni del pregiato “grana”, veri professionisti perfettamente organizzati.

Sei i colpi effettuati, con un bottino di 500 forme per un valore stimato in oltre 250mila euro. La preoccupazione è tanta tra gli operatori del settore, anche perché si sentono indifesi di fronte a questi assalti. «Il problema è molto serio ed occorrerebbe maggiore vigilanza da parte delle forze dell’ordine – sostiene Vincenzo Salati presidente della latteria sociale Milanello, grosso impianto in comune di Campegine, al confine con il territorio di Gattatico, in cui quotidianamente si producono 84 forme di formaggio con il latte conferito da diciassette aziende agricole.

«Questi malviventi –aggiunge- agiscono di notte utilizzando dei furgoni, e purtroppo difficilmente vengono intercettati. Abbiamo i sistemi di allarme collegati con i carabinieri, ma quando i militari giungono sul posto, i ladri si sono già dileguati con un “carico” solitamente formato da 50 o 60 forme. Sono persone preparate, agiscono in sintonia, sfondano gli accesi e nell’arco di pochi minuti portano a termine il colpo per poi svanire con la preziosa refurtiva. Probabilmente studiano in precedenza l’obiettivo forse anche con la complicità di un basista. Purtroppo è un fenomeno diffuso, difficile da combattere».

Per aprirsi un varco non esitano ad utilizzare pale meccaniche come nella Codeluppi di Campegine da dove hanno razziato una sessantina di forme.«Cosa pensare di fronte a questa escalation. Bisognerebbe prenderli e metterli in carcere. Lo dico a nome di tutti i colleghi: siamo stanchi. Possiamo mettere allarmi, ma questi malviventi non si fermano. Ci vorrebbero interventi concreti», è l’amaro sfogo di uno dei gestori del caseificio. Capita anche che il colpo fallisca come, nemmeno un’ora prima, nella vicina latteria sociale “La Grande” dove l’arrivo dei carabinieri ha costretto alla fuga i malintenzionati. «Non così a febbraio quando hanno rubato venti forme –spiega la moglie del casaro.- Ma lo scorso anno quando mio marito li ha sorpresi all’opera, ha sparato in aria. Come conseguenza gli hanno ritirato il fucile che deteneva regolarmente! Ci vorrebbero leggi più severe, come funziona attualmente non siamo tutelati».Poche sere prima un centinaio di forme di “grana” messe a stagionare nel caseificio situato in località Ghiardo in comune di Bibbiano, si sono invece involate con l’aiuto delle mani dei predoni, e la scorsa notte altra incursione.Sul preoccupante fenomeno è intervenuto anche Antenore Cervi, presidente degli agricoltori della Cia reggiana.«Rubare formaggio è come rubare in una gioielleria: in pochi minuti, per l’elevato valore del prodotto, si riesce a fare un grande bottino con la differenza che in questi casi servono molte persone e forti muscoli. Di fronte a questo fenomeno siamo un poco tutti disarmati e solo le forze dell’ordine possono aiutarci con controlli di notte nei caseifici».

MONTICELLI - I LADRI IN CASA, MADRE E FIGLIA SCAPPANO IN GIARDINO

Ilaria Ferrari

Non sono ancora le 19, madre e figlia di 11 anni sono in casa, nel soggiorno al piano rialzato di una palazzina in piazzale Paer, a Monticelli.

Le finestre sono chiuse, le tapparelle, come facciamo tutti quando stiamo in casa, sono alzate. Sentono un rumore fortissimo: sono dei ladri in camera da letto. La brutta avventura è accaduta lunedì nella prima serata.

«Dopo aver sentito quel frastuono sono andata a vedere cosa fosse successo e ho sentito una voce maschile, italiana credo, dire ‘chiudi la porta, chiudi la porta’ – racconta la donna – ho subito capito che si trattava di malviventi così ho cercato di non fare rumore e sono tornata indietro, ho preso la bambina e sono fuggita fuori, nel giardino condominiale».

Ha avuto molta paura, la bambina piangeva. Una volta all’esterno la donna ha iniziato a gridare, a chiamare la vicina affinché le aprisse la porta “Ho i ladri in casa aiutami”. La vicina le ha aperto e, dopo avere a sua volta abbassato le serrande per paura che i ladri scavalcassero i balconi ed entrassero nel suo appartamento, sono stati avvertiti i carabinieri. Trascorrono circa 10 minuti e le due donne sentono un nuovo rumore: «Erano i ladri che uscivano dalla finestra e si buttavano prima sulla tettoia poi a terra”. Nel frattempo torna a casa il marito della donna e, insieme, entrano nell’abitazione. «La camera era completamente sottosopra – racconta la vittima – armadi e cassetti svuotati e buttati a terra. Altri locali non li hanno perlustrati. Il valore del furto è irrisorio: solo bigiotteria che hanno messo nella fodera di un cuscino del letto ma quello che spaventa è che sono rimasti in casa nonostante io li avessi sentiti e mi fossi messa ad urlare». E, ancora peggio, erano entrati ben sapendo che l’abitazione non era vuota: «Le luci erano accese, la televisione anche, si capiva che c’erano persone in casa ma loro non si sono spaventati: è questo che fa davvero paura».

Per entrare i malviventi sono arrivati alla finestra della camera, che dà sul retro dell’abitazione, e una volta scardinato il serramento l’hanno probabilmente colpito con una spallata e da qui il forte rumore. Poi, nonostante fossero stati notati, hanno continuato le loro ricerche nella stanza per fuggire infine prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

TRAVERSETOLO - RAZZIA DI STRUMENTI DA LAVORO IN UNA DITTA DI BANNONE

Bianca Maria Sarti

Mercoledì notte i ladri hanno fatto incetta di attrezzi che certamente torneranno utili nei prossimi furti: tra piedi di porco, trance, flessibili e un fuoristrada, sono spariti da un’azienda di Bannone beni del valore di diverse migliaia di euro. A subire il furto, che somiglia tanto a un rifornimento di attrezzature, è una ditta di Bannone, la «Alfieri Snc» che dagli anni ‘80 si occupa di tende da sole.

La banda di ladri ha agito indisturbata. «Proprio in questi giorni pensavamo di installare un allarme – spiega amareggiato uno dei titolari della ditta – .Con tutti i furti di cui si legge sui giornali, avendone subito uno in casa io stesso, avevamo già deciso di mettere in sicurezza i due capannoni, aspettavamo solo di avere la disponibilità economica per poterlo fare». Sono appena 200 metri a separare l’azienda dalla casa di uno dei titolari che oggi fa nuovamente i conti con i ladri, che erano già entrati nella sua abitazione a Bannone circa un anno e mezzo fa per rubare prevalentemente oro e preziosi. Questa volta, però, la merce a cui puntavano i malviventi era di tutt’altra natura. «Hanno forzato solo uno dei due capannoni, quello dei mezzi – racconta la vittima del furto. – Una volta entrati hanno rubato tantissimi oggetti, tra cui anche nostri lavori finiti, come un telone per la copertura di portici di ben 30 metri quadrati. Da un furgone sono spariti trapani, flessibili e persino l’autoradio, mentre dal magazzino hanno preso trance da lamiera, forbici, elettroutensili e diversi piedi di porco, il tutto del valore di qualche migliaia di euro. Poi, non contenti, hanno rubato un fuoristrada di uno dei soci dell’azienda e hanno svuotato il serbatoio di carburante di un cestello che utilizziamo sul lavoro».

Nessun danno significativo alle infrastrutture ma tanti i segni: «Prima di andarsene hanno pensato bene di utilizzare il bagno lasciandolo in condizioni indecenti». Questo furto somiglia tanto a una “spesa” per prossimi colpi: «Per gli attrezzi è sicuramente così – concorda il proprietario – mentre non ho idea dell’uso che faranno del telo, forse servirà per coprire mezzi o merci». La ditta ha denunciato i fatti ai carabinieri di Traversetolo. «E ora, a brevissimo, per davvero installeremo un impianto di allarme».