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IL CASO

«Consuma troppo»: denunciata la Toyota

07 novembre 2015, 06:02

«Consuma troppo»: denunciata la Toyota

Georgia Azzali

Poca spesa, tanta resa. Come consumo di carburante, intendiamoci, perché l'auto - una Toyota Yaris Hybrid, 1.500 di cilindrata - non costava proprio due soldi: 16.542 euro, grazie allo sconto della promozione. Ma quel modello, almeno sulla carta, sembrava la soluzione migliore per risparmiare in pieni di benzina. Tanto da convincere l'avvocato Davide Fratta, nella primavera dello scorso anno, a rimpiazzare la vecchia Citroën C3 con quella nuova utilitaria giapponese. Un'auto intestata allo studio legale, di cui Fratta è socio. E che si presentava come la soluzione migliore: 32,20 chilometri con un litro di benzina nei percorsi cittadini e 28,50 in quelli extra-urbani e combinati. Ma in realtà quella Yaris consumerebbe il doppio di quanto messo nero su bianco: 15-16 chilometri per litro. Una beffa che ha convinto Fratta a passare al contrattacco, denunciando la Toyota Italia. I reati ipotizzati dall'avvocato? Frode in commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e truffa. Una querela che coinvolge anche la concessionaria da cui l'auto è stata acquistata.

Già poco dopo l'acquisto dell'auto, l'avvocato e gli altri soci si erano accorti che i consumi non erano proprio all'insegna del risparmio. «In concessionaria, però, mi sono sentito rispondere che probabilmente pigiavo troppo il piede sull'acceleratore», spiega Fratta. Ma anche con una «guida migliore» i consumi sarebbero rimasti sempre sui 15-16 chilometri con un litro. Ad agosto e settembre, in particolare, l'auto viene utilizzata molto più spesso rispetto ai mesi precedenti, ma il risultato (deludente) non cambia. E' così che Fratta decide di chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno per la spesa doppia di carburante. Ma in concessionaria gli rispondono di rivolgersi direttamente alla casa madre, oltre che alla sede centrale da cui dipende il rivenditore parmigiano. «Il 12 ottobre ho inviato una lettera alla Toyota Italia e alla concessionaria in cui illustravo le mie rimostranze, chiedendo la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno - spiega Fratta -, ma nessuna risposta è arrivata dalla direzione generale della casa automobilistica. Mi sono state recapitate, invece, due risposte, l'ultima proprio l'altro giorno, da parte del customer relation manager di Toyota Italia: lettere in cui veniva messo in evidenza il fatto che i dati sui consumi si basano su rilevazioni condotte in base alle normative europee, con prove svolte in ambiente "controllato". Inoltre, una delle risposte si concludeva sottolineando che le vetture ibride consentono "di ottenere benefici sotto il profilo dei costi d'esercizio, sia per quanto concerne i consumi di carburante che i costi di manutenzione". Insomma, un annuncio pubblicitario più che una replica seria».

Le ibride? Le auto con i motori del futuro, sia termici (benzina o diesel) che elettrici. Un futuro con meno spese: questa la garanzia che compare sui dépliant pubblicitari e viene riportata ufficialmente anche sui libretti delle macchina. Ma per Fratta la realtà non è nemmeno una copia sbiadita della promessa. «Ho inviato una lettera anche alla direzione generale della Toyota e ho provato anche a chiamare, perché l'obiettivo era quello di poter interloquire con un manager con poteri decisionali - spiega l'avvocato -, ma non è stato possibile. Anche un funzionario della concessionaria mi ha detto di aver provato ad intervenire sulla direzione di Toyota Italia. Nessuno, però, mi ha contattato per tentare di chiarire la vicenda».

Così, Fratta ha deciso di «protestare» ufficialmente. Martedì scorso ha presentato in questura la denuncia, sia in proprio che come socio dello studio legale. Perché, secondo lui, «va smascherato l'inganno». Quello che molti sospettano da tempo, ma a cui (forse) hanno fatto il callo.