Archivio bozze

Nozze da Guinness

Sposati da 70 anni. E ancora felici

08 novembre 2015, 06:01

Sposati da 70 anni. E ancora felici

Margherita Portelli

Ridono di gusto. Forse è questo il segreto, verrebbe da pensare. Hanno passato insieme 25 mila giorni, cresciuto 7 figli, cullato 20 fra nipoti e pronipoti, attraversato momenti di gioia e condiviso ricordi dolorosi, «che a pensarci vengono ancora i brividi», ma la voglia di farsi una risata insieme è ancora quella di 70 anni fa.

Olinto Dallari e Irene Benassi (per tutti Rina) nei giorni scorsi hanno festeggiato un anniversario speciale: il 5 novembre del 1945 si erano promessi amore eterno a Toano, sull’Appennino Reggiano, paesino di montagna in cui entrambi erano nati. Lei, al tempo, aveva 17 anni, lui 25: oggi, rispettivamente 87 e 95, sono ancora splendidamente complici, ma raccontano la propria storia a bassa voce. Sono riservati, non vorrebbero troppa «pubblicità», ma il loro è un matrimonio da record che non ammette omissioni.

Quando si sono sposati Rina era in attesa di Chiara, la primogenita. Olinto, carabiniere, dovette congedarsi perché a quel tempo i carabinieri non potevano sposarsi prima dei 28 anni. «La guerra era appena finita, non avevamo lavoro, non avevamo niente, ma eravamo contenti: io quella notte piansi di gioia» ricorda Rina.

«Iniziai a fare domanda per andare a lavorare in miniera in Belgio e in Francia, ma nel ‘46 fui riammesso nell’Arma come ausiliario, poi passai ad effettivo dopo qualche mese», ricorda Olinto, con due occhi azzurri e pungenti che non sembrano invecchiati di un giorno. Per 30 anni Dallari ha indossato la divisa, 15 dei quali a Campogalliano, nel Modenese. In poco tempo sarebbero arrivati altri sei figli: oltre a Chiara, Adriano, Maria Dolores, Manuela, Mauro, Paolo e Katia.

«Ricordo il primo trasloco, appunto per andare a Campogalliano – spiega Rina -: da sola, perché lui era già là, con due bambini per mano, uno nella pancia e due valigie. Lì dentro c’era tutto quello che avevamo. Abitavamo in una stanza, due materassi e due fornelli».

La generosità delle persone, dei tanti che li hanno aiutati, però, i coniugi Dallari non se la dimenticano.

«Allora era così che si riusciva a saltarci fuori, ci si aiutava, tra famiglie, e si andava avanti giorno per giorno», sorridono. E i ricordi fioccano: l’orologiaio che quando vide che il carabiniere era senza orologio glielo mise al polso («me lo pagherà, quando potrà») e il carabiniere troppo buono, che di tasca sua restituì i soldi di una multa ad una mamma di 4 figli che andava in bici senza fanale e che il giorno prima aveva dovuto sanzionare perché insieme al proprio maresciallo. Lo stesso carabiniere che, a distanza di 60 anni, è troppo discreto per raccontare quell’aneddoto che la nuora si lascia scappare. Il segreto per stare bene insieme 70 anni, dicono, è portare pazienza e rispettarsi.

«E poi non creda che sian state solo rose e fiori – sorride la moglie -. L’importante è volersi bene. A due giovani sposini che qualche tempo fa ci han chiesto la stessa cosa sa cosa abbiamo risposto? Che alla fine il letto aggiusta tutto».

Ridono e si guardano negli occhi, Olinto e Rina. Lui, che ancora guida e va a caccia, e lei, che lo scorso Natale è finita al pronto soccorso per farci fasciare il polso, dopo aver fatto 15 chili di anolini («giusto da darne un po’ ai figli e ai nipoti per le feste»).

Insieme ne hanno passate tante: la guerra, la fuga di Olinto dopo l’8 settembre per scappare dai tedeschi, i rischi corsi per passare un po’ di tempo insieme, le difficoltà dei primi anni. «Ma la gioia di aver cresciuto sette figli che non mi hanno mai dato un dispiacere è senza prezzo», sorride la moglie. Dal salotto del loro appartamento nel quartiere Montanara, dove abitano da 45 anni, mostrano le foto dei loro anni insieme come se condividerne 70 fosse la cosa più normale del mondo. Il pranzo per festeggiare il traguardo delle nozze «di ferro» sarà una cosa intima, giusto i famigliari: apparecchiata per 49.