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Degrado

Gallerie di via Mazzini, in cerca di riscatto

09 novembre 2015, 06:02

Gallerie di via Mazzini, in cerca di riscatto

Roberto Longoni

Occupare gli spazi. Muovendosi in truppe più o meno numerose e chiassose, in andirivieni imprevedibili. O standosene seduti sui gradini, divisi per bande o semplici gruppi, formati a seconda della scuola, del quartiere o dell'etnia. Ragazzini che si sommano fino a formare una muraglia difficile da varcare, magari raccolti attorno uno zaino che spara a tutto volume musica da discoteca: scale ce ne sono due, e spesso a entrambe tocca la stessa sorte in contemporanea. Occupare gli spazi; segnare il territorio. Lasciando sul cammino altrui campi minati di sputi, cocci di bottiglia o altro ancora: ci sono saracinesche che arrugginiscono, logorate dall'urina, nelle gallerie del fu salotto buono di Parma. Serrande abbassate da anni, colpite dalla crisi economica e da quella delle regole del vivere civile. Polidoro o Bassa dei Magnani: gallerie sovrapposte, con problemi in fotocopia. Anche se ad andare per il sottile qualche differenza c'è. «La Bassa dei Magnani viene lavata più spesso» precisa un negoziante. Non siamo al degrado notturno dell'ex Salamini, ma anche qui, in pieno centro, le lamentele si sommano. C'è chi prova anche a scherzarci su. «Là una sparatoria, qui da noi un accoltellamento due settimane fa. Non è che ci vogliono scalzare in classifica?» Si tira in ballo una presunta megarissa avvenuta dopo l'accoltellamento. Ma nessuno è in grado di fornire elementi certi. Forse è solo il frutto del tam tam dei timori di chi lavora e vive da queste parti. Magari non proprio quella, ma altre scazzottate collettive ci sono state eccome negli ultimi anni.

Annunciate anche da chiamate a raccolta via Whattsapp o Facebook: questi i media che sembrano guidare i viavai. Alle 17 di sabato la famigerata scala è deserta: cinque minuti dopo è piena, annunciata dal passaggio di tre ragazzini con birre in mano. Alle 17,20, non c'è più nessuno. Il passaggio di tre agenti della Polizia municipale, in un sabato di controlli continui della zona, qualche effetto lo ottiene. «Come i piccioni - commentano i commercianti -. Volano di qua e di là. Magari tra mezz'ora sono di nuovo qui». E come i piccioni i ragazzi vengono allontanati dai negozi di via Mazzini. «Sono state installate delle bande con spuntoni metallici, per impedire che si sedessero sui gradini sotto le vetrine. Perfino gli ingressi bloccavano». Alla richiesta di liberare il passaggio qualcuno rispondeva di sì, magari anche scusandosi. Altri ribattevano con un «ma che c. vuoi?» di sfida. Come se non fosse evidente. Stesso discorso per le scale. «E pensare che questa è un'area privata - sottolinea Marco Brandolini, che all'angolo della Bassa dei Magnani ha l'ufficio da amministratore -. Significa che entrambe le gallerie consentono il passaggio pubblico, ma niente più. Non ci si può sostare né tantomeno bivaccare». Verbo che richiama alla mente l'ordinanza di un paio di anni fa con la quale il Comune fece disperdere gli assembramenti in piazza Duomo. «E da allora i ragazzini si sono trasferiti qui». Nessuno nega il bisogno dei ragazzi di incontrarsi. Semmai, è il modo in cui avviene a destare perplessità. «E' proprio necessario che sputino, orinino, urlino, si prendano a botte e impediscano il libero passaggio degli altri?» dice qualcuno che preferisce restare anonimo. La miscela di ineducazione e testosterone galoppante rischia di essere esplosiva. Anche se, stando alle testimonianze dei «galleristi», spesso sono le ragazzine ad accendere le micce delle risse o anche ad accapigliarsi tra loro e non per interposta persona. O sono anche le più incallite bestemmiatrici. «Ma non si generalizzi - dice Aldo Dessì, titolare del negozio di collezionismo militare Caricat, nella Bassa dei Magnani -. Molti ragazzi non fanno niente di male.

Il problema è che nei gruppi numerosi spesso sono gli elementi peggiori a spiccare e a trascinare gli altri. Qui c'è una situazione di degrado, perché per due anni nessuno ha fatto niente. Questo disordine sociale può essere limitato solo se le forze di polizia organizzano controlli ripetuti, chiedendo i documenti, per far capire che le istituzioni ci sono e si pretende il rispetto delle regole». Per ora, si attendono le telecamere, promesse dal Comune dopo l'accoltellamento. «E, da parte nostra, tra negozianti e residenti, si sta prendendo in considerazione l'ipotesi di avvalerci di un servizio di buttafuori. Abbiamo già contattato l'agenzia». Altri pensano di battere un'altra pista, per evitare presenze indesiderate. Ossia, quella del controllo diretto del territorio: ridandogli vita. E' l'obiettivo del progetto lanciato da Gerardo Pellegrini, Elena Cavazzini e Robi Bonardi (per il concept store «Anytime Corner», nel negozio ex-Ferramola di borgo Piccinini), da Enrico Barra (per il bar Sottosopra della galleria Polidoro) e da Pier Luigi Ravella (per l'omonimo negozio di borgo Paggeria). «Vogliamo organizzare mercatini vintage e occasioni d'arte, musica e spettacolo - anticipa Pellegrini -. Il nostro obiettivo è la riqualificazione di immobili e negozi sfitti, attraverso contratti di comodato d'uso a titolo gratuito, garantendo sgravi fiscali ai proprietari: daremo vita a inserimenti temporanei di laboratori e mostre. I mercatini vintage si svolgeranno a partire dal 18 novembre, il mercoledì e la domenica, dalle 8 alle 22, e saranno affiancati da numerose attività artistiche». Il nome dell'associazione dei promotori dell'iniziativa? Tunnel. Un tunnel, per uscire dal periodo grigio delle gallerie.

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