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I voti alle scuole

09 novembre 2015, 13:54

I voti alle scuole

Enrico Gotti

Scuola a nudo, con le «auto-pagelle»: ieri sono stati pubblicati on line i Rapporti di autovalutazione, frutto di un anno di lavoro, in cui ogni istituto ha messo nero su bianco i propri punti di forza e debolezza, abbinandoli a precisi obiettivi di miglioramento. Il risultato è che ora su internet ci sono dati che non erano mai stati resi pubblici, come gli esiti dei famigerati test Invalsi, gli esami uguali in ogni scuola che giudicano i livelli di apprendimento di italiano e matematica.

Il risultato, nelle scuole superiori di Parma, è che nella prova di italiano, il liceo Romagnosi difende per un soffio il primato degli allievi più bravi, con un punteggio complessivo di 81,6, contro il liceo Marconi, che si piazza secondo, con 80,4 punti. Terzo il liceo Bertolucci, con 78,2. Nelle prove Invalsi di matematica il risultato migliore è del liceo Marconi, con 64,4, secondo il liceo Bertolucci con 63,9 e terzo il Romagnosi, con 55,7.

Ma non si parla solo di risultati scolastici: nella sezione «scuola in chiaro» del portale www.istruzione.it, c’è una miriade di informazioni, anche al limite della privacy, come ad esempio quanti sono gli studenti con entrambi i genitori disoccupati in ogni scuola, oppure qual è il livello economico delle famiglie di ogni classe, che può essere basso, medio-basso, medio, medio-alto o alto. Nei rapporti di autovalutazione c’è anche la percentuale di insegnanti precari in ogni scuola, la percentuale dei professori laureati, e anche quanti anni di esperienza ha il preside. C’è una analisi sulle opportunità lavorative del territorio, in base al percorso di studi. Ci sono i risultati degli scrutini e degli esami di stato, c’è la percentuale di quanti studenti si sono iscritti all’università e di quanti hanno trovato lavoro dopo il diploma. Tutto è diviso per sezioni: dall’edilizia all’offerta formativa, dal corpo docente ai risultati delle prove degli alunni. Su ogni voce, il ministero ha obbligato ogni istituto a darsi i voti, a esprimere il giudizio su se stesse. Le scuole hanno utilizzato una scala da 1 a 7, in cui 1 corrisponde ad un situazione molto critica e 7 a una situazione eccellente. La compilazione dei rapporti, ha spiegato il Ministero dell’istruzione, ha coinvolto oltre 47mila persone tra docenti e dirigenti.

Ma i voti che si sono date le scuole sono veritieri? «Da una prima analisi - sottolinea il Miur - l’80% dei rapporti di autovalutazione risulta conforme ai criteri di coerenza e attendibilità attesi». «Le scuole hanno dato prova di grande maturità e responsabilità mettendo in trasparenza i propri dati. - ha detto il ministro dell’istruzione Giannini - Siamo di fronte ad uno strumento potente che ci porta all’avanguardia in Europa. In un anno è stato fatto un lavoro enorme, che mette nelle mani di dirigenti, docenti, cittadini e genitori importanti elementi di analisi del sistema di istruzione». Per ora non c’è nessuna «ricompensa» economica alle scuole che hanno i voti più alti nelle auto-pagelle, ma solo un grande archivio, in cui guardare dentro ogni istituto, dalle scuole dell’infanzia alle superiori.