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Ex Salamini

Sparatoria: tutti i retroscena

09 novembre 2015, 06:03

Sparatoria: tutti i retroscena

Laura Frugoni

Due nemici che si affrontano, spalleggiati dai rispettivi amici, finché uno tira fuori la pistola e tutto precipita, degenera. Uno scenario che puzza molto di rissa tra bande (di dominicani in questo caso), ma è ancora presto per appiccare etichette fin troppo facili. Il giorno dopo, si dissipano altre nubi sull'alba di venerdì davanti al disco club Euphoria all'ex Salamini; sempre più chiara la dinamica dell'escalation di violenza esplosa dopo una lunga notte di balli e baldoria. Due persone fermate dalla polizia, s'era detto ieri. Uno è già in via Burla: il connazionale accusato di aver ha sparato al dominicano di 34 anni, ferendolo a una gamba. L'altra persona che era stata trattenuta in questura è una ragazza: anche lei si trovava nel locale ma non avrebbe nulla a che fare con la sparatoria. Finita nei guai perché trovata dagli agenti in possesso di droga: venerdì sera ha potuto lasciare gli uffici della questura e tornare a casa, ma da lì non si può muovere: ai domiciliari in attesa del processo per direttissima. Sulla sparatoria emergono nuovi particolari, alcuni correggono il tiro rispetto alle impressioni della prima ora. Sulla Fiat Bravo blu, innanzitutto: trovata nello spiazzo proprio davanti all'Euphoria (addossata al muro e contromano rispetto allo stop in via Spocci) in uno stato pietoso: tutti i vetri sfondati, le portiere ammaccate. Appurato che contro quella macchina - ispezionata da cima a fondo dagli uomini della scientifica - non è stato sparato neanche un colpo: non apparteneva infatti al dominicano ferito ma al connazionale che ha premuto il grilletto contro di lui. E proprio l'aggressore, dopo avere esploso i colpi di pistola, avrebbe cercato di allontanarsi su quell'auto ma ha dovuto fare i conti con la feroce reazione degli amici del ferito, che hanno cominciato a fare il tiro al bersaglio contro la Bravo. Stavolta niente proiettili ma pietre.

Anche il numero degli spari esplosi risulterebbe parecchio ridimensionato, e qui (riguardo al calibro dell'arma e ai bossoli ritrovati) l'ultima parola spetterà agli investigatori. Quando è stato ferito il 34enne era in piedi e si trovava fuori dall'Euphoria: ferito a un polpaccio, per sua fortuna il proiettile non si è conficcato nell'osso ma ha trapassato la gamba. Una volta suturata la ferita dal medico del pronto soccorso, ha potuto lasciare l'ospedale sulle sue gambe. La sparatoria è avvenuta quasi certamente sotto gli occhi di parecchie persone. Amici e nemici di uno e dell'altro: tutta gente che si conoscerebbe bene. Gli investigatori ne hanno ascoltati parecchi (compreso il ferito) per completare il mosaico delle testimonianze. Il perché uno di loro alle sei del mattino abbia deciso di farsi giustizia a pistolettate non sarebbe del tutto chiaro. Si vocifera di vecchie ruggini familiari tra i due, di un debito non saldato. Un punto delicato su cui gli inquirenti stanno cercando di fare luce - l'indagine della squadra mobile è coordinata dal pm Giuseppe Amara - che, oltre a spiegare i fatti, potrebbe rivelare qualcosa in più sull'orizzonte in cui s'è scatenata la violenza. Senza per forza azzardare accostamenti con bande di latinos di conclamata pericolosità (vedi i famigerati «Barrio 18» che hanno a lungo terrorizzato Milano), è inquietante prendere atto che anche nell'(ex) isola felice c'è gente che considera normale andare a ballare con la pistola. Di sicuro l'intervento dei poliziotti delle Volanti, i primi a raggiungere l'ex Salamini, ha raffreddato di colpo gli animi, impedendo altre «vendette». Quando gli agenti sono piombati all'Euphoria, c'era ancora parecchia gente. Compreso chi aveva sparato: non era andato lontano. Il club è sotto sequestro: i poliziotti prima di andarsene l'hanno chiuso con i sigilli. Sabato sera tutti a casa, sulla pagina Facebook del club lo staff ha postato un messaggio: «Disco Euphoria si scusa per l'accaduto. Questa sera non apriremo perché ci sono ancora delle indagini in corso. Si riparte nel prossimo week-end».