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Il caso

Vede il suo stalker: arbitro ferma la partita

09 novembre 2015, 06:00

Vede il suo stalker: arbitro ferma la partita

Quando si gioca dovrebbero valere solo le regole dello sport. Quelle che prevedono correttezza, onestà, rispetto. Peccato però che, a volte, in campo finiscano per infiltrarsi anche le prassi sbagliate della nostra vita malata. Dove prevale la protervia, la violenza. E quindi la paura. La prova è quanto è accaduto ieri in un campo da calcio di un campionato minore dove il risultato finale è finito, davvero, per passare sullo sfondo. E dove una giovane donna, arbitro dell'incontro, si è trovata faccia a faccia con chi la molesta giorno dopo giorno. Con chi, in pratica, la perseguita. Al momento del fischio d'inizio, in apparenza, nessun problema: le due squadre in campo, qualche manciata di spettatori e una bella giornata che pare d'estate. Ma poi, quasi subito, una folata gelida ha spento il sole.

L'arbitro (di cui per evidenti motivi vogliamo tutelare la privacy) alza gli occhi e incrocia uno sguardo che non avrebbe certo voluto incontrare. Si tratta di un uomo che da tempo la importuna e la molesta, che da tempo le rende la vita difficile. In una sola parola uno stalker, un persecutore che con il suo atteggiamento ha incrinato la serenità della giovane donna che subito aveva chiesto aiuto, Rivolgendosi alle forze dell'ordine e presentando denuncia. In questi casi la legge è chiara. E costruisce difese intorno alle vittime. Prima il persecutore viene richiamato, poi scatta la diffida ad avvicinare la vittima. Infine, se serve, possono arrivare misure ancora più pesanti. In questo caso l'uomo non avrebbe dovuto essere su quella tribuna. Così, per un po', l'arbitro ha provato a dominarsi, a trattenere la rabbia e il timore. Ma alla fine la sua reazione è stata la più ovvia. Ha fischiato, fermato il gioco, e chiesto aiuto, spiegando la situazione. Immediata la reazione delle squadre e dei dirigenti che hanno compreso come volendo continuare a giocare quella partita avrebbero perso tutti. Al campo sono così arrivate le forze dell'ordine che hanno constatato l'accaduto, accertata la violazione delle regole. E compreso la giusta preoccupazione della donna. La gara a quel punto era già finita anche se lo stalker è stato allontanato. Quali saranno per lui le conseguenze ora lo decideranno le autorità. Ma per quella giovane donna scesa in campo per fare rispettare le regole dello sport quella di ieri è stata una giornata da dimentica. Per colpa di quell'uomo, l'ennesima. r.c.