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Influenza, più decessi senza vaccino

11 novembre 2015, 06:03

Influenza, più decessi senza vaccino

Patrizia Celi

Al via la campagna di vaccinazione per l'influenza stagionale. Il vaccino è, infatti, disponibile negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, oltreché negli ambulatori di Igiene e sanità pubblica e della pediatria di comunità dell'Azienda Usl.

«La vaccinazione è uno strumento di protezione personale ma può essere considerata anche un dovere etico e morale, perché consente di ridurre la possibilità che la malattia si diffonda soprattutto alle persone più fragili» premette Ettore Brianti, direttore sanitario dell'Ausl di Parma, rinnovando l'invito a tutti a sottoporsi alla vaccinazione, in particolare le persone a rischio, che altrimenti possono incorrere in conseguenze anche gravi.

I dati dello scorso anno Come rilevano i dati dell'inverno 2014-2015, in cui vi fu un calo generalizzato delle vaccinazioni dopo che furono ritirati dal commercio in via precauzionale due lotti di vaccino adiuvato in piena campagna vaccinale.

Questo causò un drastico calo delle somministrazioni, nonostante l'Agenzia italiana del farmaco abbia poi escluso ogni nesso di causalità tra gli eventi avversi segnalati e il vaccino.

Lo scorso anno l'epidemia è stata particolarmente intensa e di durata prolungata e la nostra regione è stata una delle più colpite d'Italia, con circa 572 mila malati. A Parma sono stati 12 i casi gravi, con 2 decessi, mentre nell'intera regione sono stati 169 i casi gravi e 61 i decessi (tra i quali una donna in gravidanza). Numeri drasticamente superiori all'anno precedente, in cui si erano registrati «solo» 25 casi gravi e 5 decessi.

Durante lo scorso inverno il picco di diffusione dell'epidemia influenzale si è registrato nella quarta settimana di gennaio in cui sono stati rilevati dal sistema di sorveglianza ben 15 nuovi casi a settimana ogni 1.000 assistiti dai medici di base e dai pediatri. Le fasce d'età più colpite sono state quella infantile (0-4 anni) con un'incidenza di 34 casi alla settimana ogni 1000 assistiti nel picco dell'epidemia); a seguire la fascia dai 4 ai 14 anni.

La fascia d'età meno colpita risulta essere quella degli anziani, che però hanno fatto registrare un aumento sensibile, dovuta alla riduzione delle vaccinazioni.

Il consiglio dei medici «È importante vaccinarsi ogni anno perché i virus tendono a mutare per eludere i vaccini – ha sottolineato Franca Sciarrone, direttore servizio Igiene e sanità pubblica dell'Ausl –. L'invito è di rivolgersi al proprio medico di Medicina generale o al proprio pediatria, che sono deputati ad eseguire le vaccinazioni e informare i pazienti, in particolare quelli più fragili». Come ogni anno anche gli operatori sanitari sono invitati a vaccinarsi nei luoghi di lavoro.

«Il vaccino è un preparato biologico che stimola il sistema immunitario del soggetto a cui viene somministrato in modo specifico, cioè per produrre anticorpi in grado di difendere da quel virus” spiega Marella Zatelli, direttore area disciplinare Profilassi e malattia infettive dell'Ausl. «Ogni vaccino ha una capacità di protezione nel tempo; per quello dell'influenza epidemica la durata è relativamente breve ma sufficiente per coprire il periodo dell'epidemia» aggiunge Maria Luisa Tanzi dell'Università di Parma.

«I virus, infatti, sono soggetti a mutazioni che generano ogni anno un ceppo diverso, quindi occorre sempre rinnovare la vaccinazione - precisano i sanitari -. In particolare questa buona regola, che a volte può salvare la vita, è consigliata per i soggetti cosiddetti “a rischio”: persone con età superiore a 65 anni, donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo o terzo trimestre di gravidanza, bambini, ragazzi e adulti con malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (come asma e broncopatia cronico ostruttiva), di quello cardio-circolatorio, diabete o altre malattie metaboliche, insufficienza renale, tumori e altre patologie». Per maggiori informazioni visitare il sito www.ausl.pr.it.

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