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SERIE D

Parma, vincere e convincere

11 novembre 2015, 06:00

Paolo Grossi

E' uno di quei casi in cui bisogna battere un colpo. Il Parma è primo in classifica, imbattuto e con una difesa imperforabile. Però da un mese fa fatica a portare a casa le partite. Domenica a Carpi ha perso due punti, i nervi e quattro giocatori. Longobardi, che stamattina sarà operato al malleolo fratturato, e i tre squalificati per la gara di oggi contro il Legnago. Ecco perché è importante oggi battere un colpo, cioè innanzitutto vincere e poi possibilmente anche convincere sul piano del gioco e della personalità. Già, perché se fino a un mese fa il Parma lasciava il campo con la sensazione di poter dominare il campionato dato che il risultato rispecchiava spesso un ampio gap tecnico e fisico rispetto agli avversari, questo non avviene più.

Bisogna per forza ritrovare un'equilibrata autostima che però passa attraverso quello che si fa sul campo. Gli avversari sembrano aver preso le misure ai crociati che a loro volta sembrano aver perso anche brillantezza fisica. Si sono spenti via via Sereni, Melandri, Ricci. Guazzo e Musetti non si sono proprio accesi, Baraye va a intermittenza come una lucina di Natale. Il peso della squadra resta così sulla coppia Giorgino-Corapi e su una fase difensiva generalmente ben fatta.

E' quindi indispensabile reperire energie e fors'anche idee fresche. Mantenersi umili, avere il coltello fra i denti come gli avversari ma senza perdere la lucidità senza la quale non può emergere la superiorità tecnica.

Il possesso palla del Parma s'è annacquato, fors'anche per le precarie condizioni di alcuni dei campi su cui ha giocato, ma oggi il ritorno sull'erba del Tardini dovrebbe aiutare.

Noi aiutano invece le qualità dell'avversario che zitto zitto ha perso una sola volta in campionato. Vince poco, il Legnago, è vero, ma pareggia spessissimo, e un pareggio oggi (ma sarà sempre così quest'anno) per il Parma assomiglierebbe a una sconfitta. Come risolvere la faccenda? Se Apolloni non vuole rischiare variazioni al sistema di gioco in tempi brevi diremmo che non resta che velocizzare la circolazione della palla, cosa possibile però se ci sono smarcamenti continui e sincronizzati in tutte le zone del campo. Bisogna cioè avere uno o più progetti di manovra nella testa mentre si gioca e far sì che le gambe seguano la testa. Gli attaccanti non devono muoversi su un binario perché diventano prevedibili e non basta scambiarsi la posizione a gioco fermo, bisogna farlo in velocità durante l'azione. Esiste il tiro da fuori, i centrocampisti devono provarci, in serie D i portieri sono quasi sempre ragazzi giovani. Poi bisogna diventare più concreti sui piazzati. Il Parma in genere batte molti corner e punizioni, ma li sfrutta poco. In momenti di carestia di gioco si può puntare anche su queste situazioni. Il moto comunque dovrebbe essere «semplicità»: quella che aiuta i più forti a dimostrarsi tali.

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