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ESTORSIONE

Sesso e ricatti, anziano ripulito di 150.000 euro

11 novembre 2015, 06:02

Georgia Azzali

La passione - spesso ancora più dell'amore - non conosce età. Ma, a volte, quando fanno capolino (tanti) soldi si riaccende come non mai. Un «affetto» che due prostitute romene avevano mostrato per mesi nei confronti di un anziano ex imprenditore. Gemelle di 24 anni, le due ragazze: così carine e piene d'attenzioni per quell'uomo con 57 anni più di loro, da riuscire ad ottenere regali a volontà. Finché l'incantesimo (per l'anziano) si è rotto, ed è cominciato il ricatto: spalleggiate dai fidanzati, le due donne sarebbero riuscite ad ottenere dal pensionato 150.000 euro minacciandolo di rivelare la loro storia ai familiari. Tutti arrestati lo scorso marzo con l'accusa di concorso in estorsione, dopo il decreto di fermo firmato dal pm Paola Dal Monte, ieri hanno patteggiato davanti al gip: 3 anni e 2 mesi per le due donne e 2 anni e 10 mesi per i fidanzati, un 25enne marocchino e un 27enne albanese. I quattro sono tuttora ai domiciliari, anche se ieri la difesa ha chiesto la revoca della misura, e il giudice si è riservato.

Si erano conosciuti alcuni anni fa, il pensionato e le due ragazze. Oltre alle sorelle, spesso lungo la stessa strada c'era anche un'altra 31enne romena, denunciata a piede libero per estorsione. Il pensionato si era mostrato fin da subito generoso con tutte e tre. Un altruismo fatto di migliaia di euro al mese. Soldi spesi per pagare l'affitto dell'appartamento dove le giovani vivevano, per rimpinguare i loro conti correnti e pagare i viaggi in Romania, per contribuire alle cure mediche delle loro famiglie e saldare anche interventi estetici.

Una fuoriuscita continua di denaro: conti correnti sempre più leggeri e comportamenti diversi da parte dell'anziano. E' così che in famiglia nascono i primi sospetti. E dopo le prime titubanze, il pensionato decide di parlare. Racconta di quegli incontri, ammette di aver dato una marea di soldi alle ragazze. Ma quando viene convocato in questura è irremovibile: solo un gesto di altruismo, quelle «donazioni» di denaro. Nessuna pressione da parte delle ragazze che, anzi, lui avrebbe voluto aiutare per toglierle dalla strada. In ogni caso, rassicura tutti, a partire dai familiari: quel capitolo della sua vita è chiuso.

Ma anche le ragazze e i fidanzati avrebbero dovuto rassegnarsi. Probabile che il pensionato l'abbia pensato. Sicuramente, invece, gli investigatori erano pronti a scommettere che il gruppetto si sarebbe inventato qualcosa per non rinunciare a quelle entrate sicure. Vengono messi sotto controllo la villa e il telefono dell'ottantenne. E nel giro di poco tempo arrivano i primi sms: le gemelle vogliono soldi in contanti. E non si accontentano di spiccioli: si fanno consegnare somme dai 3.000 ai 5.000 euro. Poi alzano il tiro: vogliono 20.000 euro ciascuna.

In azione ci sono anche i due fidanzati: insieme alle due ragazze pedinano l'uomo a piedi o con due auto fino all'edicola o in tabaccheria. Gli chiedono altri soldi, minacciando di rivelare ai suoi familiari che la terza donna del gruppo - la 31enne romena - se ne era tornata a casa per partorire. E il padre era proprio lui.

E' l'attacco finale dei quattro. Per riuscire a intascare altri soldi e poi andarsene all'estero. Ma le manette arrivano prima.