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Fidenza

E' morto Ermete Morsia

13 novembre 2015, 06:00

E' morto Ermete Morsia

Silvana Loreni

Se n’è andato Ermete Morsia, l’architetto. Aveva 91 anni. Era un personaggio molto conosciuto e stimato in tutta la città. Nato nel 1924 a Cortina, nel piacentino, era rimasto nel paese natale sino all’adolescenza, in quanto i suoi familiari gestivano l’osteria del paese. Quindi negli anni ‘40 tutta la famiglia si era trasferita a Fidenza, dove gestiva un negozio di alimentari nella zona del duomo. Ma il bombardamento che rase al suolo la città, non risparmiò nemmeno il negozio della famiglia Morsia e anche la loro casa. A 19 anni Ermete Morsia venne chiamato alle armi e dopo l’8 settembre fu catturato e internato in un campo di concentramento vicino a Vienna, dove venne destinato ai lavori forzati. E lì vi rimase per due anni, fino al 1945. Proprio in quel campo di concentramento, Morsia conobbe un altro fidentino, Vico Adorni. Con lui divenne subito amico e condivise quella terribile esperienza dei lavori forzati. Da allora, Morsia e Adorni, restarono amici per tutta la vita. Quando era rientrato a Fidenza, Morsia aveva iniziato a studiare da geometra e dopo avere conseguito il diploma a Cremona, insieme ad altri compagni fidentini, come Ettore Tedeschi e Osiride Marchesi, aveva aperto uno studio nella centrale piazza Garibaldi. E aveva iniziato la sua avventura proprio con l’amico e socio Osiride Marchesi. Erano gli anni ‘60: il periodo del boom edilizio. Ai due fidentini Morsia e Marchesi, si deve la progettazione di decine e decine di case in città. Ma a loro non bastava il diploma e così decisero di iscriversi alla Facoltà di Architettura, laureandosi brillantemente. L’architetto Morsia, profondamente innamorato della sua professione, aveva lavorato sino a 80 anni. Era stato insignito anche di un prestigioso riconoscimento alla carriera, dalla Cassa Geometri. Nel 2011, in Prefettura a Parma, gli venne consegnata la medaglia d’onore, come deportato nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. La consegna era avvenuta in occasione della Giornata della Memoria. Morsia non aveva mai dimenticato la drammatica esperienza del campo di concentramento e aveva raccolto le sue memorie in un libretto. Era un grande appassionato del gioco delle bocce, ma anche di viaggi in Paesi lontani. Non c’era Paese al mondo che lui non avesse visitato, dai Poli all’Australia. Con alcuni amici era stato uno dei primi fidentini ad andare in Russia, in macchina, quando ancora nel Paese vigeva la cortina di ferro. Avevano atteso sei mesi per riuscire ad avere le autorizzazioni, ma poi ce l’avevano fatta. Oltre alla moglie Donnina, ha lasciato la figlia Maurizia, già stimata insegnante alle scuole medie, il genero, Giovanni Rossi, noto architetto fidentino, le adorate nipoti Simona con Matteo ed Eleonora con Simone. Ha lasciato anche una sorella, Carmen, che vive in Argentina. Il santo rosario verrà recitato questa sera alle 20,30 nella chiesa parrocchiale di San Pietro. Il funerale sarà celebrato domani pomeriggio alle 14,30 nella stessa parrocchiale di San Pietro. La salma arriverà dalla camera mortuaria di Vaio.

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