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BORE

Indagati sindaco e tecnico

13 novembre 2015, 06:00

BORE

Chiara Pozzati

Piovono ipotesi di reato sulla testa del sindaco di Bore, Fausto Ralli, e del geometra Vittorio Rivia, al timone dell’Ufficio tecnico del Municipio, per presunti abusi edilizi.

Ieri mattina i due sono stati raggiunti da un avviso di garanzia della Procura con le accuse di falso ideologico e materiale, abuso d’ufficio e turbata libertà di scelta del contraente. I due sono indagati in concorso.

E' un vero e proprio terremoto quello che ha scosso fino alle fondamenta il paese - 800 anime sparse nel verde nell’Appennino parmense - che, di buon mattino, ha assistito a un blitz in piena regola. Nel mirino dei carabinieri del Nucleo investigativo di via delle Fonderie e degli uomini della Forestale sono finiti gli uffici comunali che sono stati passati al setaccio.

Oltre alla perquisizione di diversi locali, su mandato della Procura, sono stati sequestrati scatoloni di fascicoli e atti pubblici.

Sull’inchiesta, condotta dai militari che, per mesi, hanno lavorato a testa bassa coordinati dai pm titolari, Paola Dal Monte e Umberto Ausiello, permane però il più stretto riserbo.

Ad ogni modo in ballo ci sarebbero presunte irregolarità nelle concessioni e altrettanto presunti favoritismi nei confronti di alcune aziende per l’aggiudicazione di appalti, anche importanti.

E' impossibile, allo stato attuale, inquadrare fino in fondo gli episodi specifici dai quali ha preso corpo l’indagine, ma anche il giro d'affari che sarebbe derivato dall'aggiudicazione delle gare.

Tutte ipotesi sono tuttavia da confermare, perché far luce sul caso e sulle eventuali responsabilità è compito della magistratura. Quel che è certo è che è stato un giovedì parecchio convulso per il paese ed entrambi gli indagati sono passati a lungo sotto la lente degli investigatori.

Un altro dato: Bore non è sicuramente terra di gole profonde e anche il primo cittadino, contattato telefonicamente, ha risposto con un secco ma garbato «no comment» sulla bufera.

«Non credo proprio sia il caso di rilasciare dichiarazioni – è andato dritto al sodo dall’altro capo della linea – eventualmente e se sarà opportuno si affronterà l’argomento più avanti».

Rivia, invece, commenta le ultime vicissitudini così: «Da parte mia posso dire che si è sempre lavorato con la massima trasparenza e nell’interesse dei cittadini – chiosa con un velo di amarezza nella voce -. Questo in veste di un ufficio importante del Comune. Confido che tutto verrà chiarito al più presto».

Si tratta comunque di un’inchiesta-tegola per Ralli, al suo terzo mandato – undici anni alla guida del Municipio – che, per l’ultima chiamata alle urne, nel 2014, era in corsa senza concorrenti.

Due anni fa si era presentato al timone di «una lista civica, svincolata dai partiti e dalle logiche della vecchia politica fatta di persone che amano la propria terra». Così aveva descritto la lista Nuova Provincia durante uno dei primissimi incontri che avevano segnato la campagna elettorale.

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