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SERIE D

Tensioni alla vigilia di San Marino-Parma

14 novembre 2015, 06:00

Sandro Piovani

Un'altra trappola per il Parma? Dopo il gioco «maschio» del Castelfranco ecco che il San Marino, soprattutto il suo presidente Luca Mancini e i dirigenti, prova ad alzare la tensione alla vigilia della sfida con il Parma. Si riparla di stadio (quello del San Marino sarà occupato dall'Under 21 ndr) ma non solo. Tanto che è lecito chiedersi se la gara con il club del Titano non sia già iniziata.

Le accuse al Parma

La telenovela è lunga e ormai datata. Prima la proposta di giocare al Mapei Stadium (accettata dal Parma ma non dal Sassuolo gestore dell'impianto) poi la volontà dei padroni di casa di giocare in notturna due ore dopo l'Under oppure il lunedì sera. Il Parma ha risposto picche chiedendo semplicemente di giocare alle 14,30 di domenica pomeriggio, per rispetto dei propri tifosi. Le possibilità non mancavano: oltre allo stadio di Santarcangelo (dove si giocherà domani e dove oggi si giocherà Santarcangelo-Lupa Roma di Lega Pro ndr), c'era anche quello di Rimini. Insomma per il San Marino questi sarebbero tutti segnali di debolezza del Parma.

Parla Cacioli

Delle polemiche sulla partita contro il San Marino ha parlato ieri Luca Cacioli: «Non ho seguito molto queste cose legate allo stadio, noi facciamo i giocatori ed è giusto pensare al campo. Personalmente mi fa piacere giocare di domenica, per i tifosi». Poi sorride e aggiunge: «Ho solo sentito ora le ultime dichiarazioni: dicono che in Lega Pro giocano di lunedì e di venerdì. Però noi siamo in serie D, non in Lega Pro, quindi giochiamo di domenica». Inevitabile dunque tornare sulle parole del presidente del San Marino. «Sono già carico di mio. Ha detto che abbiamo paura di loro? Vedremo. Credo che stiamo facendo benissimo, stiamo viaggiando ad una media altissima di punti, se continuiamo così sono 96 o 97. Una cosa non straordinaria ma molto importante. E stanno tenendo una buona media anche quelle più sotto».

Cacioli e il San Marino

«Secondo me se la giocherà a viso aperto - continua Cacioli parlando dell'atteggiamento dei padroni di casa - perché ha costruito una squadra per arrivare in alto, quindi è giusto che si giochi la partita come ha fatto l'AltoVicentino, come faranno l'Imolese e le altre».

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