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Bandiera nera in centro a Fidenza: «E' l'Isis!»...

20 novembre 2015, 06:00

Bandiera nera in centro a Fidenza: «E' l'Isis!»...

Momenti di tensione ieri mattina a Fidenza per una bandiera nera che sventolava su un terrazzo a un piano alto di un palazzo nella centralissima via Berenini: qualcuno, dalla strada, guardando verso l’alto, l’ha scambiata per la temibile bandiera dell’Isis, che ormai anche i fidentini hanno purtroppo imparato a conoscere, guardando le immagini in tv, sui giornali, su internet.

Così alcuni borghigiani allarmati, hanno allertato le forze dell’ordine. Una pattuglia di carabinieri si è portata immediatamente sul posto, suonando alla porta dei padroni di casa. Ma tutto è stato chiarito immediatamente: la bandiera era solo quella degli All Blacks, la squadra del gigante buono, Jonah Lomu, leggenda del rugby, morto a 40 anni, pochi giorni fa.

Alcuni tifosi fidentini hanno voluto rendere omaggio a Lomu, il giocatore di rugby più famoso di tutti i tempi, esponendo la bandiera dei suoi All Blacks.

Una bandiera nera con una foglia argentata di felce nel mezzo, che a dire il vero, guardandola da lontano, potrebbe essere scambiata per quella dell’Isis. «Abbiamo provato un brivido - hanno spiegato alcuni fidentini ancora scossi dagli attentati di Parigi - quando abbiamo visto sventolare quella bandiera nera lassù. Abbiamo pensato a quella dell’Isis, perché dalla strada non si vedevano nitidamente le scritte bianche. Sono stati momenti di paura, dopo quello che è successo in Francia e dopo quello che tutti stiamo vivendo»

«Poi siamo stati rassicurati che si trattava solo di un omaggio, al quale ci siamo uniti, alla leggenda del rugby, Lomu, morto pochi giorni fa e ai suoi All Blacks. In effetti la loro bandiera è nera con una foglia di felce argentata nel centro». Un omaggio dunque, di alcuni appassionati fidentini di rugby, a Jonah Lomu, l’ala mastodontica che aveva debuttato in Nuova Zelanda, a 19 anni, fra gli All Blacks.

Sembrava in forma nei giorni scorsi. Invece Jonah Lomu, in un mercoledì mattina qualsiasi di Auckland, Nuova Zelanda (nel cuore della notte europea), è morto all’improvviso. A soli 40 anni. Tradito da quei reni maledetti contro i quali ha combattuto per tutta la vita.

Jonah, insieme alla famiglia (i figli e la terza moglie Nadene), martedì sera era tornato dal Regno Unito, via Dubai, dove aveva trascorso alcuni giorni di vacanza. Sabato l’ultimo post su Facebook: proprio di solidarietà al popolo francese, lunedì l’ultimo tweet.

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