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Al Teatro Regio

Sorpresa, c'è Brachetti

24 novembre 2015, 06:00

Margherita Portelli

Il suo ciuffo appuntito sbucherà inconfondibile da dietro il sipario del Teatro Regio, stasera e domani (a partire dalle 21). Arturo Brachetti, il trasformista acclamato in tutto il mondo, proporrà al pubblico «Brachetti che sorpresa!», uno spettacolo comico di illusionismo contemporaneo con il meglio del quickchange (meno di due secondi per un cambio d'abito) e con un vero e proprio caleidoscopio di personaggi.

Alla ricerca di una valigia rossa perduta, Brachetti accompagnerà gli spettatori in un vero e proprio viaggio nel cuore della fantasia. Dopo l'edizione 2014 con la regia di Davide Livermore, «Brachetti che sorpresa!» 2015 è realizzato con la regia di Davide Calabrese. Lo spettacolo prende spunto dall'immaginario collettivo per raccontare una storia che in fondo è quella di ognuno di noi. Applaudito in Italia da 115 mila spettatori nelle due stagioni di rappresentazione, «Brachetti che sorpresa!» arriva a Parma e promette di non deludere. È stato lo stesso artista a spiegarci perché.

Non un one man show, ma uno spettacolo corale. Ci può anticipare qualcosa su cosa attende Parma stasera e domani?

«Si tratta di un varietà comico di magia con sei interpreti. Oltre a me, il giovanissimo talento magico Luca Bono, Luca & Tino, artisti esilaranti e stralunati, Francesco Scimemi, illusionista comico, e Kevin Michael Moore, che nello spettacolo interpreta 328328, che è un po' il Morpheus di Matrix o il Virgilio della Divina Commedia. Lo spettacolo mette in scena un grande videogioco in cui il protagonista deve passare dal livello 3 al livello 4 e si imbatte in numerosissimi personaggi. Ci saranno tante novità: dal sand painting, al video mapping, passando dal laser, manipolato e usato durante la narrazione».

A proposito di lavoro di squadra, si è avvalso anche della consulenza artistica del «parmigiano» Leo Ortolani. Qual è stato il suo contributo?

«Esatto, Leo ci ha aiutato nella costruzione del testo, con battute argute e spunti folli che solo lui sa ideare. Io sono un grandissimo fan di Ratman».

Come si diventa trasformisti? Cosa voleva fare Arturo da bambino?

«Da bambino volevo diventare Papa o regista. Poi dai Salesiani ho incontrato un prete che faceva i giochi di prestigio e mi sono appassionato alla magia: ho imparato i primi trucchetti e cominciato con gli spettacoli. È da poco uscito il mio libro “Tanto per cambiare”, in cui racconto come tutto ha avuto inizio, la mia passione per il teatro, le maschere, i travestimenti e la magia».

Ha una galleria di 350 personaggi ed è in grado di concentrarne anche 100 in un solo spettacolo. Non le è mai capitato di confondersi o fare dei pasticci?

«Tendenzialmente no, non mi confondo, sono personaggi molto caratterizzati e i cambi sono veloci. Solo quando mi è capitato di dover andare in scena con l'influenza e una buona dose di medicine in corpo sono andato un po' in “palla” e chiedevo di continuoal mio assistente: “Chi sono adesso?”».

Il suo ciuffo la identifica. Non ha mai pensato di darci un taglio?

«Sarebbe come privare Achille del suo tallone, Michael Jackson dei riccioli o Elio delle sopracciglia. Per potersi differenziare nell'enorme catalogo umano che è diventato il nostro quotidiano scandito da internet, qualcosa ci vuole».

Com'è un trasformista nella vita di tutti i giorni?

«In confronto al palcoscenico, la vita è terribilmente banale e dopo una settimana lontano dalle scene vengo preso da una specie di depressione. Solitamente la quotidianità va via liscia e normale, ma ogni tanto, di rado, mi succede di fare cose strane: che ne so, tipo andare in discoteca vestito da prete per osservare le reazioni e divertirmi. Ogni tanto, però, mi piace anche infilarmi un cappellino, diventare invisibile e andare semplicemente a mangiar fuori con gli amici».

I biglietti sono in vendita all'Arci di via Testi e, sia stasera che domani, alla biglietteria del Teatro Regio a partire dalle 19. «Brachetti che sorpresa!» fa parte della rassegna Tutti a Teatro 2015 realizzata da Caos Organizzazione Spettacoli grazie al rinnovato sostegno di Luca Barilla e all'impegno di Marcello Fava, direttore artistico e ideatore della rassegna.

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