Archivio bozze

INCIDENTE

«Silvia non mollare»

10 dicembre 2015, 06:01

«Silvia non mollare»

Chiara Pozzati

«Hey you! Don’t give in without a fight». Prendono in prestito le parole dei Pink Floyd per un unico messaggio: non arrenderti Silvia. Bomboletta e striscioni: così gli studenti del Romagnosi e delle altre scuole incastonate in viale Maria Luigia, gli insegnanti e pure gli amici d’infanzia di Fognano si radunano di fronte al liceo classico. Per anestetizzare angoscia e insieme sperare. Sperare che la 17enne Silvia Ferrari, travolta a Bologna sulle strisce, trascinata per almeno quindici metri su quella strada diventata trappola, possa riprendersi.

Fonti ufficiali del Maggiore bolognese - dove la 17enne è ricoverata da sabato in condizioni gravissime - riferiscono una verità tanto cruda quando semplice. L’adolescente, con la passione per la fotografia, versa ancora in condizioni gravissime in Rianimazione, la prognosi rimane rigorosamente riservata. Un barlume di ottimismo, diventato ancora di salvezza per familiari e amici, nasce dal fatto che dal weekend la situazione non abbia subito variazioni, che non ci siano stati peggioramenti. Il concetto di stabilità lascia filtrare un raggio di luce in chi ogni giorno si aggrappa alla fiducia.

«Chi è Silvia? Una ragazza piena di vita e d’interessi, sempre sorridente e non è la classica formula da usare in questi casi. E’ proprio vero: è intraprendente e particolarmente brava a scuola» rovesciano il dolore alcuni amici radunati oltre i cancelli del Romagnosi.

Un capannello di compagni di quinta superiore (la “sua” terza A), scansa taccuini e fotografi: «troppo fresca la ferita» rispondono asciutti. Irremovibili. Ma qualcuno vince la diffidenza per «far sapere chi è davvero Sissi. Una che non “molla”». A tratti disperati, a tratti arrabbiati, gli studenti parmigiani fanno quadrato.

Si stringono gli uni gli altri: «Vogliamo e dobbiamo far sentire il nostro affetto a Silvia e alla sua famiglia».

Anche i professori si fermano davanti agli striscioni, in una sorta di mesto trance che pare intrappolarli fino al trillo della prima campanella.

E te li immagini quasi: gli insegnanti del triennio, quelli di oggi a squadrare il banco vuoto di Sissi. Qualcuno non riesce a trattenere le lacrime. «Chi è Silvia Ferrari? Una giovane in grado di vivere la scuola intensamente e a tuttotondo - chiosa la professoressa -. Capace di dare il meglio di sé a lezione, ma anche nei rapporti con docenti e compagni. Discreta ma sempre presente in classe e fuori».

E l’imprevedibile viene raccontato ancora e ancora, fino allo sfinimento. Unico modo per accorciare le distanze ed essere vicini a Sissi, pur rimanendo a un centinaio di chilometri.