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A Salso

Ciclone Iacchetti

21 dicembre 2015, 06:00

Ciclone Iacchetti

Non si è trovato spiazzato, il pubblico al Teatro Nuovo di Salsomaggiore, abituato al format «Talk Radio» firmato Marco Caronna, quando entrando in sala, invece che una scenografia teatrale tradizionale, si è trovato proiettato all'interno di una vera e propria radio.

La scritta «on air» si accende sovrastando la scena: siamo in onda. A Marco Caronna e Valter Sivilotti il compito di accendere la radio per accogliere l'artista ospite della trasmissione, Enzo Iacchetti, e come per magia, lo studio radiofonico, si tramuta in una via notturna sui Navigli milanesi. L'artista ha tanto da raccontare e lo fa partendo dall'inizio della sua ricca e fortunata carriera. La trasmissione si alterna a momenti esilaranti di brevi "fuori onda" in cui il pubblico quasi fatica a capire quanto di vero o surreale stia accadendo in scena. Tanti i riferimenti ai personaggi televisivi che in un modo o nell'altro hanno attraversato o sfiorato la vita di Iacchetti. Spesso il racconto diventa canzone, scivolando nella poesia e in citazioni mai fini a se stesse. «È la pioggia che va... E ritorna il sereno...» dei The Rokes ci porta a sentir parlare di Mogol per poi arrivare all'amico Enzo Jannacci. I numerosi applausi a scena aperta confermano, senza dubbio, che il pubblico si sente davvero parte di questa diretta radiofonica. Generoso e carismatico, Iacchetti intona «El portava i scarp del tennis» accompagnato, a gran voce, dal pubblico sui finali di ogni strofa. Di nuovo la pubblicità, ovviamente finta, momento di riflessione ironica dove tutti, ormai, si aspettano nuove confidenze sul mondo televisivo.

Poi il Derby, Colorado, Zelig, Abatantuono, Boldi, Faletti, Covatta nei ricordi di Iacchetti; luoghi e amici che trasformavano la comicità milanese in quel nostalgico momento di cambiamento del cabaret italiano. «Chissà se le stelle, per esprimere un desiderio, aspettano che cada la terra?» ed Enzo afferra la chitarra intonando una canzone dolce e nostalgica che porta al consueto finale spiazzante. «Mio nonno ha un occhio solo ma ci vede, comunque, il doppio di me: se lo guardo io gliene vedo uno, se mi guarda lui me ne vede due...».

Il mondo surreale ricreato in scena da Iacchetti e Caronna sorprende gli ascoltatori e gli stessi conduttori che si lasciano andare all'improvvisazione più creativa e intelligente che ci riporta al sapore di quegli anni in cui la comicità era espressione sincera di un intrattenimento, soprattutto, fatto di cultura. Poi i ricordi felici con Giorgio Gaber, lo stesso Iacchetti e Paolo Rossi un mondo che si riaccende forte e ancora vivo nella mente di tutti. Il duo musicale Caronna, alla chitarra, e Sivilotti, al pianoforte, funziona e accende il ritmo sotto le performance canore del conduttore di Striscia. "Non sono un cantante" dice lui scherzoso ma nessuno gli crede mentre continua "Barbera e champagne". Il pubblico si accorda nuovamente alla melodia con calorosi applausi a scena aperta che portano l'artista a scendere dal palco per stringere le mani di molti.

La serata si conclude con un apparentemente atteso "Buon Natale", che in questo caso diventa canzone, scritta dallo stesso Enzo Iacchetti nel 2011 e che rappresenta il ricordo di un'importante operazione da lui creata: la raccolta fondi per un progetto umanitario in Kenya. Sul maxischermo, infatti, parte il videoclip della canzone cantata da Iacchetti e i suoi illustri amici e cantautori: Mina, Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni. r.s.

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