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Teatro

Tragni e Ferrari, «nozze» d'argento

04 gennaio 2016, 06:00

Mariagrazia Manghi

“Facendo due conti, sono 25 anni. Che dire?». Di sicuro sono una bella coppia, anomala fin da subito. Irregolare e stravagante. Insieme in un viaggio che è nato per passione e poi è diventato professione. Franca Tragni e Carlo Ferrari nel 2016 festeggiano le loro nozze d'argento sul palcoscenico. Una partenza inconsueta la loro.

«Eravamo in tre - iniziano a raccontare e scherzano davanti a un caffè al termine delle prove del loro ultimo spettacolo “Giuseppe al cubo” che debutterà a febbraio - noi due e Bernardino Bonzani con il quale abbiamo condiviso gli inizi teatrali. Un amico e qualcosa di più, che poi ha trovato una compagna “legittima” e ora fa teatro a Reggio Emilia con lei. Ma ogni tanto ci ritroviamo».

Tanti spettacoli e produzioni in questi anni e anche progetti, laboratori, performance, incursioni in molte avventure teatrali. Soprattutto un “modo” di fare teatro difeso e sostenuto negli anni, aperto a lavori nel sociale, alla disabilità, all'emarginazione, al carcere, al disagio, le paure. E alla comicità vera.

«Esperienze di vita e di quotidianità senza le quali saremmo più poveri - si fanno seri - e non avremmo dato vita alle nostre creazioni. Noi le cerchiamo proprio queste situazioni, che nutrono il nostro fare artistico».

Una coppia che non si è mai chiusa su se stessa e si è data la possibilità di incontrare altri artisti, in spazi diversi.

«Siamo portati ad allargare, a includere. Siamo una coppia aperta - tornano a giocare - liberi di fare esperienze con altri. Ci siamo giurati fedeltà, ma siamo disponibili agli scambi di coppia».

Dopo 25 anni Franca e Carlo non si sono stancati di inventare.

«Non ce lo potremmo permettere. Dobbiamo trovare tutte le energie per una progettualità che è anche cercare lavoro - spiegano - architettare qualcosa di nuovo per poter campare, perché in ogni momento si ricomincia. Ci diverte quel che facciamo, ma ogni volta ci mettiamo la faccia oltre a tutta la nostra professionalità ed esperienza».

E la casa, dov'è che ha fatto il nido la strana coppia?

«Il teatro Europa è stato il nostro primo tetto. Uno spazio che abbiamo contribuito a costruire e ammobiliare - stanno al gioco - ora il Teatro di Fontanellato, rinato, riaperto al pubblico, che gestiamo attraverso una convenzione con il Comune e nel quale andrà in scena anche la kermesse dedicata ai nostri 25 anni insieme».

Una coppia che ha fatto vivere tante coppie, che il pubblico ama, conosce e aspetta ogni volta: Tecla e Cesare, Gianfranco e Liliana, i fratelli Astio e Tecla Sozzi, Carlo e Franca.

«Il segreto perché le coppie resistano è di sorprendere sempre l'altro con delle trasformazioni - concordano - reinventarsi come nel nuovo spettacolo in cui daremo corpo e voce a tre coppie diverse: Peppino e Peppina, cioè Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi, Anita e Giuseppe Garibaldi e infine Giuseppe e Maria».

Dopo tanti anni chi ricordare e ringraziare?

«Bernardino, che è stato parte integrante del nostro percorso iniziale - ci tengono a citare - Sandro Tore, il nostro primo regista e formatore, i maestri, gli amici, i compagni di viaggio, gli amanti occasionali, quelli con cui abbiamo avuto avventure e scappatelle».

IL CALENDARIO

La Gita

Domani, ore 21

Rigoletti

29 gennaio, ore 21

Storia di Tecla

12 febbraio, ore 21

Giuseppe³

19, 20, 21 febbraio; 1, 2, 3 aprile

La luna

4 marzo, ore 21

Addii d'amore

8 aprile, ore 21

L'urna della mamma

6 e 7 maggio, ore 21

Attacchi di passione

28 e 29 ottobre, ore 21

Occupato!

4 e 5 novembre, ore 21

Ventiquattrodicembre

16 e 17 dicembre, ore 21

Tutti gli spettacoli andranno in scena al Teatro Comunale di Fontanellato

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