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DAL 1976

Parma, 40 anni di radiocronache

11 gennaio 2016, 06:00

Parma, 40 anni di radiocronache

Gian Luca Zurlini

Sono trascorsi 40 anni da quando l'11 gennaio del 1976, una cosiddetta «radio libera» (la definizione utilizzata all'epoca per le radio private) trasmise la prima radiocronaca integrale di una partita di calcio al di fuori dello storico «Tutto il calcio minuto per minuto». Una giornata importante che merita di essere ricordata da Parma e dai parmigiani, perché l'incontro trasmesso via etere era Arezzo-Parma e la voce di quella radiocronaca era quella di un giornalista che nei decenni successivi sarebbe diventata assai popolare tra i tifosi della nostra città, Gian Carlo Ceci. Un «pioniere», quest'ultimo, che aveva iniziato giovanissimo a lavorare nel mondo dei giornali, addirittura frequentando l'antica sede della «Gazzetta di Parma» in via Saffi, prima ancora del trasloco, nel 1960, in via Emilio Casa. E ancora adesso Ceci ricorda l'antefatto di quella storica radiocronaca, la prima di centinaia fatte sempre con il Parma calcio protagonista. «Nel dicembre del 1975 aveva iniziato le trasmissioni “Radio Emilia uno”, seguendo le orme di Radio Parma che all'inizio di quello stesso anno era stata la prima radio privata italiana a essere attivata». Ceci, che addirittura nel 1959 aveva firmato i suoi primi articoli di sport sulla «Gazzetta» e aveva poi collaborato per diverse altre testate, locali e nazionali, entra in quell'avventura, guidata dalla famiglia Cocconcelli. «Fra gli artefici principali della radio c'era Marcello Pallini, fratello di Fabrizio, e vero creativo nel campo dell'elettronica. All'epoca non esisteva un modo per riuscire a trasmettere direttamente in radio col telefono se non con sistemi che toglievano molto alla nitidezza della voce.

Il giorno di Natale del 1975, però, Marcello riuscì a creare una sorta di “mixer” che consentiva di trasmettere direttamente nell'etere parlando nella cornetta del telefono fisso, visto che il cellulare era di là da venire». Dall'«invenzione» alla messa in pratica i tempi sono brevissimi: «Abbiamo fatto un primo esperimento con brevi collegamenti per la gara del Parma al Tardini con l'Empoli del 4 gennaio. La cosa - ricorda Ceci - funzionò e allora decidemmo di provare la radiocronaca integrale nella partita successiva». L'11 gennaio del 1976 era in calendario, nell'ambito del girone B del campionato di serie C al quale all'epoca partecipava il Parma guidato da Giovanni Meregalli, l'incontro Arezzo- Parma. L'orario era quello delle 14,30 e la radiocronaca venne annunciata anche con la pubblicità sulla «Gazzetta di Parma». «Andao ad Arezzo con un giovanissimo Stefano Frigeri e Carlo Olivieri- sottolinea Ceci - dopo avere prenotato con l'accredito di una testata nazionale, una linea telefonica “dedicata”, La società aretina non fece problemi e così, arrivando al campo, mi preparai per fare la radiocronaca». La cronaca della partita via etere, fino allora terreno esclusivo della Rai, diventò così una realtà anche per una piccola, ma ambiziosa radio di provincia. E Parma, con Gian Carlo Ceci protagonista, scrisse così, in quel pomeriggio di 40 anni fa, la prima pagina di una storia che continua ancora oggi e che di fatto da allora ha quasi sempre visto raccontare «a voce» le partite del Parma calcio. Ceci, dopo quella esperienza pionieristica, ha poi calcato le tribune stampa di decine e decine di stadi in tutta Italia e in Europa e il suo inconfondibile timbro di voce ha accompagnato anche molte vittorie del Parma calcio. «Se devo essere sincero - sottolinea - di quel giorno non ricordo molto, anche perché soltanto a posteriori mi sono reso conto dell'importanza di quel passo nella storia delle radio private. Purtroppo, quell'esordio nelle radiocronache del Parma coincise con una sconfitta, fra l'altro anche piuttosto immeritata e con contestazioni all'arbitro.

Ma il vero successo fu che l'”invenzione” di Marcello Pallini funzionò perfettamente e la mia descrizione della partita arrivò alle orecchie dei parmigiani senza problemi». Tanta acqua è passata sotto i ponti da allora, ma Gian Carlo Ceci ha poi continuato il suo lavoro di giornalista sportivo nei decenni successivi. E del Parma calcio, di cui ha iniziato a seguire le gesta delle squadre giovanili per la «Gazzetta» nel 1959, è sempre stato al centro della sua attività, superando anche difficoltà logistiche importanti. «Sono stato anche tra i fondatori - sottolinea .- del “pool” di radio private che negli anni Ottanta seguiva il calcio e che aveva lo scopo di abbattere i costi di trasmissione». Poi, nell'anno della promozione del Parma in serie A (1989-90) ci fu l'avvento dei primi “portatili”, come si chiamavano allora i cellulari. E anche lì Gian Carlo Ceci fu uno dei «pionieri» nel loro utilizzo. Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia. Rimane il fatto che quell'11 gennaio del 1976 proprio da Parma e da una piccola radio privata partì una “rivoluzione” vera e propria nel modo di raccontare il calcio. Di cui Gian Carlo Ceci, che proprio nel mondo delle radio e tv private trovò poi la sua dimensione giornalistica più compiuta, è stato «pioniere» prima e protagonista in seguito.