Archivio bozze

Il sindaco

Pizzarotti: «Sui rifiuti ci hanno presi in giro»

12 gennaio 2016, 06:01

Pizzarotti: «Sui rifiuti ci hanno presi in giro»

Chiara De Carli

Dall’approvazione di venerdì scorso del piano rifiuti regionale, che prevede il conferimento degli scarti di Reggio Emilia all’inceneritore di Parma, solo ieri il sindaco Federico Pizzarotti si è espresso sull’argomento annunciando la posizione che terrà oggi durante la riunione della conferenza dei servizi che deciderà in merito all’istanza presentata da Iren per aumentare la capacità dell’impianto di Ugozzolo dalle 135mila tonnellate attualmente previste a 195mila e cancellare il vincolo sull’origine dei rifiuti urbani e speciali dalla provincia di Parma.

«Non siamo chiamati a votare ma a dare un giudizio politico – ha precisato Pizzarotti – e la posizione che terremo è la stessa che abbiamo dall’inizio di questo iter. Avevamo già comunicato all’azienda di non essere d’accordo sull’aumento: durante tutte le conferenze dei servizi siamo sempre stati contrari sia dal punto di vista tecnico che politico e c’è stata una mozione in provincia votata dalla quasi totalità dei sindaci che ha ribadito la contrarietà a questo progetto. Noi non abbiamo mai cambiato idea: sta agli altri ora dimostrarsi coerenti o cedere a logiche diverse dal benessere della nostra provincia».

Ma guardando al futuro, anche nella sua veste di presidente della commissione Ambiente dell’Anci, è giusto che a Parma arrivino i rifiuti da fuori? «Non è giusto, se pensiamo a quello che ci è sempre stato detto ben prima che noi fossimo qui ad amministrare. Dirigenti e presidenti dell’allora Enìa e oggi Iren e responsabili di Comune e Provincia hanno sempre assicurato la validità del vincolo imposto sull’arrivo dei rifiuti da fuori, specificando anche che la dimensione dell’impianto era tale da non permettere ulteriori smaltimenti, visto che sarebbe stato saturato dal parmense. I fatti hanno però dimostrato il contrario». E aggiunge: «La riflessione che va fatta, al di là delle dinamiche regionali e dello Sblocca Italia, è che allora ci hanno preso in giro. Non si può oggi essere contenti per una tariffa che, in proporzione, è più alta rispetto a quella che pagava Reggio Emilia quando eravamo noi a portare i rifiuti da loro».

Se il tema è quello della saturazione dell’impianto, un’ipotesi potrebbe essere quella di «alleggerire» un po’ la raccolta differenziata? «Il punto è che l’inceneritore ha una dimensione sbagliata fin dall’inizio: inizialmente era stato progettato per smaltire 70mila tonnellate e volutamente fatto passare a 130mila. Se fosse rimasto come previsto nello schema iniziale, adesso sarebbe davvero saturato con i pochi rifiuti prodotti dalla provincia di Parma nel suo complesso. Non dobbiamo pensare a far regredire, come civiltà, la nostra provincia: sono le altre, a partire da quella di Reggio Emilia, che dovrebbero accelerare nell’aumento della quota di differenziata. Noi abbiamo dimostrato che in un anno e mezzo si può raggiungere l’obiettivo che gli altri si sono posti a quattro anni».