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ALBARETO

Florentina, ultime settimane per le indagini

22 gennaio 2016, 06:02

Paolo M. Amadasi

Se il suo è stato un allontanamento volontario, per dare un taglio al passato e far perdere le proprie tracce, si deve riconoscere che c'è pienamente riuscita. Se, invece, è stata fatta sparire, il suo aguzzino sembra ormai prossimo a coronare il sogno del delitto perfetto.

Tre anni di indagini con l'ausilio di tutte le moderne tecnologie non hanno permesso di scoprire cosa sia accaduto a Florentina Nitescu, giovane mamma rumena, uscita dalla sua casa di Albareto nella notte fra il 24 e il 25 gennaio del 2013 dopo un acceso litigio con il compagno Paolo Devincenzi.

All'inizio, i carabinieri hanno aperto un fascicolo per allontanamento volontario. Hanno comunque passato al setaccio l'abitazione della coppia, un appartamento sopra l'ufficio postale del paese, il laboratorio dell'impresa di onoranze funebri della quale i due erano contitolari, i mezzi privati e di servizio dei due, i computer. Sono intervenuti anche i Ris.

Le ricerche sono state estese a tutto il circondario: con l'ausilio degli uomini della protezione civile, di elicotteri dei carabinieri e sommozzatori dei vigili del fuoco, il territorio è stato controllato palmo a palmo: dalle cime dei monti al fondo dei corsi d'acqua, dei pozzi e delle cisterne. Sono state anche scoperchiate tombe, aperti loculi. I carabinieri ne hanno fatti controllare quasi mille nei tredici cimiteri del comune: tutti quelli che risultavano vuoti, ma che si ipotizzava potessero essere stati utilizzati per occultare il cadavere di «Flori».

E' stata esumata anche la salma di una donna deceduta prima della scomparsa di Florentina e sepolta giorni dopo.

L'avviso di garanzia per omicidio volontario e occultamento di cadavere è stato notificato a Paolo Devincenzi soltanto il 21 luglio del 2014, un anno e mezzo dopo la scomparsa della donna, ma le indagini sono andate sempre in quella direzione. Quando ribaltavano pietre tombali, i militari agivano ufficialmente nell'ambito di una inchiesta su presunte scorrettezze nelle pratiche cimiteriali, ma è difficile credere che non pensassero invece di trovare il corpo di Florentina.

Devincenzi, che in più di una occasione si è lamentato «di una inchiesta a senso unico», è stato sentito varie volte: nell'aprile del 2014 era rimasto a confronto con i carabinieri per 11 ore di fila. Subito dopo partirono nuove ricerche. Sempre senza esito.

L'unica volta che Paolo si è avvalso della facoltà di non rispondere è stato quando l'ha convocato il sostituto procuratore. Si è trattato di una strategia difensiva, concordata con il legale di fiducia, avvocato Sandro Milani: l'obbiettivo era di evitare che si potessero ravvisare elementi di discrepanza con le tante occasioni in cui Devincenzi era stato sentito in qualità di persona informata sui fatti.

Un filone dell'indagine è stato esteso anche oltre i confini italiani, verso la Romania, terra d'origine della donna, che là ha ancora la mamma, due fratelli e una sorella. Ma anche verso Spagna e Libano, Paesi nei quali «Flori» aveva vissuto per qualche tempo e che le erano rimasti nel cuore. I carabinieri non hanno trascurato di sentire amiche della donna, conoscenti della coppia e coloro che avevano frequentato Florentina prima che incontrasse Paolo Devincenzi, all'epoca impegnato della gestione di un ristorante con annessa discoteca. Non sono però mai emersi elementi ritenuti utili per la soluzione del caso.

I carabinieri hanno affidato ad un esperto informatico il computer della coppia per scoprire tracce di contatti virtuali con altre persone; hanno tradotto in italiano i diari che la giovane mamma scriveva nella sua lingua; hanno controllato le celle telefoniche per scoprire quali cellulari fossero presenti quella sera nella Valgotra. Ma non hanno mai scoperto nulla di concreto. Sembra solo che sia emerso che il telefonino di Florentina risultasse acceso in zona nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa. Poi più nulla.

La sorella di «Flori», Valentina Stoica (in Romania le donne possono assumere il cognome del marito), ha più volte contattato il sito internet della Gazzetta di Parma e anche la redazione. Ha sempre ritenuto impossibile un allontanamento volontario, sostenendo che, seppur dopo un litigio, Florentina non avrebbe mai potuto abbandonare la casa e rinunciare ad abbracciare suo bambino di appena due anni.

Valentina ha fatto intendere più volte di nutrire sospetti su Devincenzi. Di fronte ad alcune dichiarazioni rese dalla donna e ad una serie di sms, Devincenzi e Marinel Nitescu, fratello di Florentina, si sono rivolti a un avvocato e hanno sporto denuncia perché si sentivano calunniati.

Dal canto suo, Valentina e la mamma, Vasilica Nitescu, hanno contattato due penaliste piacentine, Giovanna Cavaciuti e Maria Elena Concarotti, affinché seguissero la vicenda. Lo studio delle due avvocatesse si è avvalso della collaborazione di un investigatore privato e della criminologa Roberta Bruzzone. E' stata anche contattata una veggente, la stessa che ha contribuito alla soluzione del caso di Elena Ceste (la donna trovata cadavere a poca distanza dalla sua abitazione di Asti). Arrivata ad Albareto, la veggente ha preso in mano una foto di Florentina e ha detto di sentire di dover percorrere una stradina che poi ha portato all'area nuova del cimitero.

Qualche tempo dopo, i carabinieri hanno disposto scavi anche in quella zona, fino ad allora non controllata. Senza esito.

In Valgotra sono arrivati anche i militari del Ros, il Raggruppamento operativo speciale: muniti di un georadar hanno perlustrato il territorio ed individuato la presenza di un teschio coperto da uno strato di terra. Anche quel ritrovamento, però, si è rivelato inutile alla soluzione del caso.

A fine agosto, il sostituto procuratore Giuseppe Amara, titolare dell'inchiesta, ha chiesto di poter indagare altri sei mesi. La difesa di Devincenzi non si è opposta e il giudice per le indagini preliminari, Maria Cristina Sarli, ha accolto la richiesta.

Agli inizi di marzo scadrà questo ulteriore tempo concesso per individuare nuovi elementi. Allora il pubblico ministero dovrà valutare se presentare istanza di archiviazione del caso oppure dichiarare concluse le indagini e formalizzare una richiesta di rinvio a giudizio a carico di Paolo Devincenzi. Nel caso in cui emergessero altre ipotesi investigative da approfondire per cercare di risolvere il mistero della Valgotra, la procura potrebbe chiedere un ulteriore prolungamento delle indagini. Ma al momento non ci sono elementi che inducano a propendere per questa eventualità.

Le tappe della vicenda

24 GENNAIO 2013

Al pomeriggio, Paolo e Florentina si recano in città. Approfittando dei saldi, comprano vestitini per il loro bimbo, che all'epoca aveva due anni. Una volta a casa, cenano insieme, poi l'uomo esce.

25 GENNAIO

Paolo rincasa attorno all'una. Scoppia un acceso litigio per motivi di gelosia. Il bambino si sveglia. Attorno alle 3, la donna se ne va con una piccola borsa da viaggio, passaporto e, forse, una rilevante somma. Il compagno non la segue perché - dice - deve guardare il bambino e preferisce che lei si sfoghi prima di tornare a casa come ha fatto altre due volte. Di un allontanamento ci sono riscontri.

26-27-28-29 GENNAIO

Paolo telefona a Florentina. Il cellulare squilla a vuoto.

30 GENNAIO

Paolo si rivolge ai carabinieri.

31 GENNAIO

La denuncia di scomparsa viene formalizzata. Iniziano le indagini.

1-2-3-4-5-6-7 FEBBRAIO

I carabinieri controllano la casa dell'uomo e il laboratorio dell'impresa di onoranze funebri di cui la coppia è contitolare. Intervengono anche i Ris. Il telefonino non è rintracciabile. I due giorni successivi alla scomparsa pare fosse in zona.

9 FEBBRAIO

Tolto il sequestro, Paolo può riaprire l'impresa di onoranze funebri. Gli vengono però sequestrati i computer per trovare eventuali tracce informatiche che consentano di risalire a Florentina. Ricerche nei boschi da parte di carabinieri e protezione civile con ottanta uomini e unità cinofile. La zona è sorvolata da un elicottero.

16 FEBBRAIO

Il profilo Facebook di Florentina viene aggiornato: si pensa ad un suo segnale.

18 FEBBRAIO

La sorella, Valentina Stoica, svela di essere stata lei ad accedere al profilo Facebook di Florentina.

19-20 FEBBRAIO

Messaggi di Valentina al sito della Gazzetta di Parma: è convinta della morte della sorella e chiede di scoprire chi l'ha ammazzata.

16 MARZO

Nuova battuta di ricerche nel circondario di Albareto. Vi partecipano oltre 100 persone.

20 MARZO

Valentina incarica l'investigatore privato Ezio Denti di occuparsi del caso.

24 MARZO

I carabinieri iniziano ad effettuare controlli nei tredici cimiteri del territorio comunale. In una quindicina di giorni vengono aperti 950 loculi che risultavano vuoti. Viene esumata anche la salma di una donna deceduta prima della scomparsa di Florentina e sepolta giorni dopo. I famigliari più prossimi di Devincenzi vengono sentiti ancora dai carabinieri.

29 GIUGNO

I sommozzatori dei vigili del fuoco avviano ricerche nelle acque del Gotra e nella diga del Taro.

7 LUGLIO

La criminologa Roberta Bruzzone si rende disponibile ad aiutare Valentina nelle ricerche.

13 LUGLIO

Nuova battuta di ricerche nella zona di Albareto. Purtroppo senza esito.

31 LUGLIO

Marinel Nitescu, fratello di Florentina si dice convinto che la sorella sia viva. «Forse qualcuno l'ha sequestrata e le impedisce di tornare - afferma - e anche mia madre pensa che non sia morta: un prete veggente le ha detto che è viva e tornerà».

7 AGOSTO

Paolo Devincenzi e Marinel si recano in Questura a Parma per presentare una formale denuncia nei confronti di Valentina Stoica in quanto si sentono calunniati da alcune dichiarazioni rese dalla donna e da una serie di sms.

24 SETTEMBRE

Le indagini sulla scomparsa di Florentina si estendono oltre il territorio nazionale. Si guarda ai Paesi dove la donna ha vissuto prima di arrivare in Italia: Spagna e Libano.

31 OTTOBRE

Le penaliste Giovanna Cavaciuti e Maria Elena Concarotti, del foro di Piacenza, seguiranno il caso per conto di Vasilica Nitescu e Valentina Stoica (rispettivamente madre e sorella di «Flori»). Il loro studio si avvale della consulenza di un investigatore privato e della criminologa Roberta Bruzzone (nella foto).

13 APRILE 2014

I carabinieri interrogano per 11 ore Devincenzi, poi setacciano con i cani un campo a Boschetto.

21 LUGLIO

Paolo riceve l'avviso di garanzia. La procura di Parma indaga per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

22 APRILE 2015

Nuovi scavi nel cimitero di Albareto. Gli inquirenti si concentrato sulla parte nuova. Una sensitiva aveva detto di percepire che Florentina era sepolta proprio in quella zona.

28 APRILE

Grazie a un georadar, i carabinieri del Ros scoprono ad Albareto un teschio di epoca recente sepolto sotto uno strato di terriccio. Dai successivi accertamenti non emergono elementi utili che possano ricondurlo al caso di Florentina.

29 MAGGIO

Si inizia a cercare nei pozzi e nelle cisterne per l'accumulo dell'acqua. Anche in questo caso, senza esito alcuno.

31 AGOSTO

La procura chiede di proseguire le indagini per altri sei mesi. L'istanza è accolta.

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