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Gaione, spaccata al bar

23 gennaio 2016, 06:00

Gaione, spaccata al bar

Luca Pelagatti

C'è chi frequenta i bar per rilassarsi e per bere un cappuccio in santa pace. E c'è chi ci va per motivi di lavoro.

«Certo, non abbiamo prove, è solo un sospetto. Ma l'altro ieri sono venuti due strani clienti - spiega con amarezza il barista del «Libre Cafè» di Gaione.- Hanno bevuto l'aperitivo e si sono guardati intorno. Normale? Non proprio. Perché scrutavano tutto con una strana curiosità». Quella, per capirci, di chi sa che in quel locale dovrà tornare a breve. Ma di notte, col volto coperto e la necessità di fare presto. Perché basta un attimo per trovarsi un lampeggiante davanti. E allora non è più un furto: ma un mare di guai.

«Lo ripeto: non ho nessuna certezza. Ma il fatto che la notte stessa siano venuti a derubarci secondo me non è casuale». Già, soprattutto analizzando le modalità del colpo. Messo a segno da qualcuno che sicuramente sapeva bene come muoversi. E si era preparato con cura.

«Sono arrivati nel cuore della notte e sono riusciti ad entrare nel corridoio che separa il bar-tabacchi dal condominio soprastante- spiega il titolare.- Una volta all'interno hanno escluso il sistema d'allarme. E solo allora hanno puntato alla vetrina».

Un cristallo antisfondamento protetto anche da una saracinesca. Ma le grate si possono forzare. E i cristalli, anche i più resistenti, alla fine cedono. Proprio quello che è successo a Gaione. «Prima hanno cercato di spaccare dalla parte della porta ma il vetro ha retto. Allora si sono concentrati sulla vetrina vera e propria. E sono riusciti ad entrare». Di rumore, è certo, ne hanno fatto. Ma una volta azzittito l'allarme il più era fatto. Ora restava solo da completare il carico. «Hanno preso i soldi del fondo cassa e hanno sfasciato l'espositore delle sigarette per arraffarle in fretta. Per portarle fuori hanno usato dei sacchi dell'immondizia che hanno trovato dietro il banco. Poi hanno razziato anche i gratta e vinci. E se ne sono andati».

Quando è arrivata la polizia chissà dov'erano ormai finiti. Mentre i danni erano tutti li, squadernati di fronte agli occhi del titolare che allarga le braccia: «Sono dieci anni che sono qui. E non mi era mai successo nulla». Mentre altri, al contrario, a fatti come questi hanno fatto purtroppo l'abitudine. «Ora con il senno di poi si riflette. E si pensa che è quantomeno strano che i vicini abbiano sentito delle auto nel cortile alle due del mattino della notte precedente». E che, appunto, poche ore prima qualcuno abbia frugato con lo sguardo ogni angolo del bar. «Che altro dire? Che per noi è un danno di alcune migliaia di euro. E che, strana coincidenza, hanno agito proprio il giorno successivo a quello in cui abbiamo ritirato il carico di sigarette». Forse un caso, forse no. Ma c'è gente che va al bar per bere un bicchiere. E chi invece del furto ha fatto un mestiere. E questi sanno come si fa. E ovviamente anche quando.