Archivio bozze

FAMIGLIA

Unioni civili, l'appello del vescovo ai parlamentari

30 gennaio 2016, 06:02

Luca Molinari

«Riconoscere la diversità tra le convivenze omosessuali e il matrimonio e la famiglia non è discriminante». Il vescovo Enrico Solmi interviene sul tema della unioni civili, lanciando un appello ai parlamentari affinché «abbiano “un sussulto di coraggio, di saggezza e di senso del bene comune” - afferma, riprendendo una nota della presidenza dell'Azione Cattolica - per tornarla a discutere, confrontarsi senza pregiudizi e secondi fini». Mai come in questo caso il ricorso alla coscienza, secondo il vescovo Solmi, «è necessario e urgente, superando strette logiche di partito o forme di compromesso». Va riconosciuta la dignità di ogni persona, «qualsiasi sia il suo credo, le sue idee, la propria tendenza sessuale - dichiara sulle colonne del settimanale diocesano Vita Nuova - Ne discendono diritti e doveri, perché la persona possa esprimere se stessa e vivere una vita felice, come è possibile ad una creatura. Le persone con tendenza omosessuale godono di questa inalienabile dignità e la vivono nel loro percorso di vita, secondo desideri e scelte che attuano». Per monsignor Solmi la regolamentazione delle loro convivenze «può attingere a leggi e normative - già in vigore nel nostro ordinamento - che garantiscono diritti e doveri delle persone, predisponendo pure - se necessita - arricchimenti e modifiche, senza mai equipararle con il matrimonio né prevedere l'adozione dei bambini».

Riconoscere la diversità tra le convivenze omosessuali e il matrimonio e la famiglia «non è discriminante - aggiunge - al contrario manifesta due realtà intrinsecamente diverse che non vanno confuse. Così ne parla con serena chiarezza Papa Francesco: “non ci può essere confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”».

Nel dibattito alcuni fanno riferimento all'Europa e alle normative presenti in vari Stati. «Non è automatico equiparare “europeo” a “buono” - prosegue il vescovo - Questo vale sempre». Fondamentale inoltre sostenere la famiglia con politiche incisive. «La formazione, la vita della famiglia e la generazione dei figli – rimarca monsignor Solmi - debbono trovare facilitazione e sostegno con leggi adeguate, come hanno fatto, con grande successo, tanti stati europei, evitando – ad esempio – la caduta libera delle nascite che manderà a picco il Bel Paese». Sono inoltre da incoraggiare, nel rispetto delle diverse sensibilità, le iniziative che, con la responsabilità propria dei laici, in modo civile e caritatevole, tutelano e promuovono la famiglia e il matrimonio. «Una premura particolare - osserva il vescovo - deve essere offerta anche alle famiglie che al loro interno hanno una persona con tendenza omosessuale. La Chiesa si propone mettendo a disposizione quanto può aiutare a vivere tale situazione, non priva – a volte – di domande e di fatiche. Può maturare, in un contesto sereno, un dialogo costruttivo ed anche, insieme, si possono ideare percorsi esperienziali e spirituali specifici per loro e per i loro congiunti». Il vescovo esprime quindi la propria vicinanza «a tutte le persone e i battezzati che sono in una condizione omosessuale. Ho stima della loro persona e spero in un percorso sereno per il bene di tutti». «Percorso - conclude - che si distingua per rispetto, pace, ed anche gioia nel Signore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA