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Istituto Giordani

Prof ferita, puniti i due ragazzi

26 febbraio 2016, 06:03

Mara Varoli

Non è la prima volta, ma quello che è capitato un attimo dopo ne ha fatto «un caso»: due compagni di classe cominciano a prendersi in giro, le parole diventano sempre più pesanti e dalle offese verbali si passa alle mani. La prof interviene per dividerli, ma nel tentativo viene involontariamente colpita in viso da uno dei due. L'insegnante cade a terra: la lite si ferma, la bidella corre a chiamare la preside. E la prof finisce all'ospedale.

Per i due compagni di classe sono guai: provvedimento disciplinare immediato. Certo, una punizione, ma che serva da lezione, per convivere in modo rispettoso e, soprattutto, con educazione. Questioni di regole per degli adolescenti che a scuola dovranno anche imparare a diventare buoni cittadini.

La scena si svolge all'istituto superiore «Giordani» di via Lazio. Sono le 9,30 di sabato mattina. In una prima classe di oltre una ventina di ragazzi, la prof di tecniche della comunicazione, arrivata da pochi mesi in città, sta facendo lezione e proprio nel momento in cui dalla spiegazione si procede con l'esercizio, due ragazzi vicini di banco, che a bassa voce si stavano offendendo, si alzano e cominciano ad azzuffarsi. L'insegnante non ci pensa due volte e cerca subito di placare la lite ma mentre con la forza cerca di dividere i due compagni di classe viene colpita violentemente da una manata al volto, proprio sugli occhiali: e la ferita non è leggera. La prof perde l'equilibrio e cade a terra, davanti a tutta la classe palesemente sconvolta dall'accaduto: «La bidella e un insegnante sono corsi subito a chiamarmi - spiega la preside Lucia Sartori -, così abbiamo allertato il 118». L'ambulanza è arrivata in pochi minuti e l'insegnante di tecniche delle comunicazioni è stata trasportata al pronto soccorso del Maggiore: ricoverata nel reparto Maxillo-facciale ha subito un intervento di sutura, fortunatamente senza gravi conseguenze. Tant'è che è stata subito dimessa. «Immediatamente sono state anche chiamate le famiglie dei due ragazzi coinvolti nella lite - continua la preside -, che si sono molto preoccupate per quello che era successo. D'altronde, i ragazzi presi individualmente sono tutti bravissimi, ma poi nella convivenza possono accadere fatti imprevedibili. Le famiglie fanno sempre fatica a capire, anche perché sono abituate a vedere un altro figlio. Chiaramente è stato convocato il consiglio di classe per esprimere un provvedimento disciplinare valido per entrambi». Ragazzi di prima, che si conoscono da poco tempo. Non a caso, certe problematiche accadono sempre nel biennio: «Gli amici si scelgono, i compagni di viaggio no - sottolinea Lucia Sartori -. All'inizio dell'anno noi organizziamo sempre attività di accoglienza, per stimolare la socializzazione: un ascolto reciproco porta a un comportamento adeguato al percorso scolastico. Grazie anche all'aiuto di ragazzi più grandi interveniamo nel gruppo classe per favorire l'affiatamento e per accompagnare l'inserimento nella nuova scuola. Con il progetto Gapa (gruppo azione processi di apprendimento) un docente diventa tutor di una classe, per rimuovere le possibili problematiche. E quando non è sufficiente, interviene la psicologa, con il consenso della famiglia».

«Da sempre - conclude la preside - tra i ragazzi succedono battibecchi, ma in questo caso c'è stata una pericolosa evoluzione dei fatti. I ragazzi sono portati a sottovalutare le conseguenze dei loro comportamenti. Il provvedimento disciplinare è stato preso: gli studenti devono essere consapevoli di avere sbagliato». Le regole sono regole, a scuola come nella società, e la punizione non sarà fine a se stessa ma avrà un valore educativo, per imparare a non offendersi più, con le parole e con le botte.

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