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A San Prospero

Ancora una spaccata alla «Vela»

02 marzo 2016, 06:03

Luca Pelagatti

La conta dei danni e l'inventario della refurtiva sono rimandati alle prossime ore, quando gli artigiani avranno riparato la vetrina. Ma gli altri calcoli, quelli con la rabbia e la rassegnazione, sono già fatti. E il risultato è amaramente semplice: adesso basta.

«Cosa altro potrei dire se non che così non si può continuare?- scandisce il titolare del CMP store al centro «La vela», a San Prospero indicando il cristallo in frantumi. - Quattro colpi in meno di tre anni e mezzo toglierebbero la fiducia a chiunque. Quindi basta: da qui ce ne andremo. Basta furti e basta notti con il patema che i ladri arrivino di nuovo».

Proprio quello che è successo, appunto per l'ennesima volta, tra lunedì e ieri quando la vetrina affacciata sulla via Emilia è stata frantumata con il più efficace degli arieti: il paraurti di una automobile. «Ancora non abbiamo analizzato i filmati delle telecamere ma per avere la certezza che è stata utilizzata una macchina non servono le registrazioni: tra i vetri abbiamo trovato un pezzo di parafango».

La firma, si fa per dire, della banda che ha colpito nella notte aprendosi un varco nel negozio da dove hanno prelevato giacche e maglie, capi di abbigliamento dagli scaffali e dai manichini. «L'allarme è scattato ma in casi come questi non c'è allarme che tenga. I ladri si fiondano dentro, arraffano quello che possono e nel giro di un paio di minuti al massimo scappano». E con tempi così stretti riuscire a bloccarli è una scommessa persa in partenza. La stessa che spinge il negoziante a gettare la spugna.

«Da questo centro commerciale se ne sono andati tutti. E anche noi lo faremo. Non si può continuare ad essere un bersaglio». Una constatazione acida che trova conferma nelle pagine della cronaca: quasi tutti i negozi che hanno negli ultimi anni aperto alla «Vela» sono stati visitati dai ladri. E parecchi anche più di una volta. E anche per questo motivo la maggior parte ha abbandonato. E ora si susseguono le vetrine deserte.

«Quando ce ne andremo anche noi la situazione sicuramente sarà destinata a peggiorare: dove non c'è passaggio, dove c'è abbandono è fatale che si crei degrado».

Un rischio che per un po' di tempo i gestori dei negozi avrebbero voluto combattere con un servizio di vigilanza anche notturna. Ma il progressivo spopolamento del centro ha reso più difficile l'investimento. E se in qualche rara circostanza i ladri sono finiti in manette grazie al tempestivo arrivo delle forze dell'ordine nella maggior parte delle razzie i malviventi l'hanno fatta franca. Fuggendo con bottini che in alcune circostanze sono risultati essere anche di molte decine di migliaia di euro.

«Ecco perché diciamo basta. Perché ogni sera non si può andare a letto preoccupati. E poi passare la mattina a contare i danni».