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Volontari

Alessandro, dall'università alla missione

14 marzo 2016, 06:00

Luca Molinari

Lasciare lavoro, casa e affetti per mettersi al servizio degli ultimi dall’altra parte del mondo. Alessandro Calidoni sta partendo per il Brasile con un biglietto di sola andata. Questo parmigiano di 24 anni – da sempre attivo nella parrocchia dello Spirito Santo (quartiere Sant’Eurosia) - ha infatti deciso di diventare un missionario laico. Alessandro presterà servizio a Jardim das Oliveiras (Goiania), al fianco di un altro missionario laico parmigiano, Paolo Finardi, nella stessa realtà dove si è speso Daniele Ghillani, il giovane parmigiano morto folgorato mentre svolgeva il servizio civile internazionale in Brasile al fianco di don Corrado Vitali, l’attuale parroco di Baganzola per anni attivo in missione a Goiania.

Alessandro - ex commesso e studente di scienze politiche - assieme ad altri parmigiani nei mesi scorsi ha partecipato al progetto «TodoMundoJunto, volontari per la missione con Daniele», promosso dalla Caritas diocesana. Un’esperienza che, unita a quelle compiute in questi anni in varie zone del globo, lo ha spinto a prendere questa coraggiosa scelta. «Parto per il Brasile venerdì 18 marzo – spiega – Questi mesi sono solo l’inizio di un cammino che spero mi possa portare a diventare un missionario laico».

Alessandro Calidoni ha compiuto il suo primo viaggio in Brasile nel 2009, nella missione di don Giuseppe Dall’Asta, assieme al gruppo Mission. «Quell’esperienza ha acceso dentro di me una luce che non sono più riuscito a spegnere. In seguito ho compiuto altri viaggi di stampo missionario in Benin (Africa), in Albania e in Brasile, dove nel Natale del 2011 ho trascorso un mese nella missione di don Dall’Asta».

Calidoni è rimasto colpito dalla realtà del Brasile «perché mi ha lasciato un segno più profondo rispetto agli altri viaggi» precisa. La scorsa primavera, appena venuto a conoscenza del progetto «TodoMundoJunto» Alessandro non ci ha pensato due volte, e ha mollato tutto per tornare in Brasile. «E’ stato un richiamo - sottolinea - Stavo lavorando e appena ho saputo che potevo tornare in Brasile ho deciso di lasciare tutto pur di andare. E’ difficile spiegare cosa mi spinga ad andare. Amo l’accoglienza dei brasiliani, ma soprattutto il loro rapporto con la fede, molto diverso dal nostro. Alcuni mi hanno fatto presente che per fare del bene non c’è bisogno di andare in Brasile, ma dentro di me sento che là c’è qualcosa di diverso, e poi ritengo che ognuno debba compiere le scegliere che lo rendono più felice».

In Brasile Calidoni affiancherà Paolo Finardi nel portare avanti i progetti della ong De Mãos Dadas Pela Vida: il doposcuola, la formazione degli educatori, la scuola calcio, ma anche le adozioni a distanza finanziate dai parmigiani tramite Caritas Children.

«Tornerò in Italia il 3 settembre per partecipare a un corso di formazione per i missionari laici – precisa Calidoni – L’idea è quella di ripartire per il Brasile una volta compiuto il corso con il mandato missionario del vescovo Solmi, e iniziare questo nuovo cammino».

Alessandro Calidoni ha riflettuto molto prima di compiere questa scelta di vita. «Dispiace lasciare la propria famiglia e gli amici, ma l’entusiasmo per questo nuovo cammino supera tutto - spiega - Prendere una decisione del genere non è stato facile, alcuni infatti non capiscono cosa ti spinga a lasciare tutto e andare dall’altra parte del mondo per aiutare gli ultimi, ma è quello che sento nel cuore».

Da giugno ad agosto affiancherà Alessandro un altro giovane, raccogliendo il testimone dagli altri volontari che si sono succeduti in questi anni.

La comunità dove lavorò Daniele Ghillani

Una serata di testimonianze di chi si è messo al servizio degli ultimi, ripetendo l’esperienza vissuta da Daniele Ghillani (il giovane parmigiano morto folgorato mentre svolgeva il servizio civile internazionale in Brasile).

Nei giorni scorsi alla parrocchia delle Sacre Stimmate di via Sbravatisi è svolta una serata racconto del progetto «TodoMundoJunto, volontari per la missione con Daniele 2016», promosso da Caritas diocesana. I volontari partiti nell’estate dello scorso anno - Alessandro, Clarissa e Luca, insieme a quelli che hanno svolto negli anni precedenti l’esperienza della missione in Brasile al servizio dei più piccoli - hanno raccontato le peculiarità del progetto attraverso le loro testimonianze.

Accompagnati dalla famiglia di Daniele Ghillani, il volontario parmigiano partito per il Brasile nel 2012, i giovani hanno portato la loro riflessione sull’esperienza compiuta con la ong De Mãos Dadas Pela Vida, il cui presidente è il parmigiano Paolo Finardi. «Non conoscevamo Daniele, ma abbiamo avvertito il legame forte che si era instaurato con i giovani e le famiglie di Jardim» hanno affermato i volontari.

«Le cose belle di solito si fanno strada man mano che rifletti – hanno aggiunto - e impari a comprendere i tuoi limiti e i tuoi pregi grazie agli altri». E ancora: «Il modo spontaneo con cui ti accolgono ti fa sentire sempre a casa e in famiglia anche in situazioni molto diverse da quelle a cui siamo abituati, stimolandoti a vivere sempre con le “antenne” alzate».

La serata si è conclusa con l’augurio di buon viaggio ad Alessandro, uno degli ultimi volontari che hanno fatto ritorno da Goiania, e che sta maturando una scelta di vita di missionario laico che lo porterà a prestare il suo servizio a fianco di Paolo Finardi a Jardim das Oliveiras per alcuni anni, che il prossimo 18 marzo partirà alla volta del Brasile, ma anche a Luca che lo andrà ad affiancare da giugno ad agosto raccogliendo il testimone dagli altri volontari che si sono succeduti in questi anni.

In chiusura il dono gradito della poesia, composta in quella lingua del cuore che è il nostro dialetto, con cui Giacomo Rastelli ha tratteggiato un ricordo di Daniele, giovane «ch’al s’è impgné par la genta in dificolté».

L.M.