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Alta cucina

I Cantarelli in mostra a Stupinigi

20 marzo 2016, 06:00

I Cantarelli in mostra a Stupinigi

La grande cucina italiana vola nel mondo e con essa il nome dei Cantarelli. Sono passati più di trent'anni da quando la leggendaria trattoria di Samboseto ha chiuso definitivamente i battenti, eppure la fama dei Cantarelli resiste nel tempo e rappresenta una preziosa tessera del mosaico che ritrae l'immagine della cucina italiana d'autore insieme a nomi noti come Bottura, Crippa, Cracco, Scabin, Marchesi.

È stata infatti inaugurata mercoledì 16 marzo nella Palazzina di Caccia di Stupinigi (Nichelino-Torino) la mostra «Regine & Re di Cuochi» che resterà aperta fino al 5 giugno per poi volare a Shanghai, Mosca, Dubai, San Paolo, Chicago e Seul. Si tratta di un focus sull'eccellenza dell'alta cucina italiana contemporanea visto attraverso i suoi più significativi interpreti. Non poteva certo mancare uno spazio dedicato a Mirella e Peppino Cantarelli.

Fino all'ultimo minuto, però, c'è stato il rischio di dover rinunciare all'idea di avere del materiale iconografico, delle foto, che li riguardassero. Un'avventurosa corsa contro il tempo e la cooperazione di più persone, con a capo Errica Tamani, collaboratrice della pagina di «Gusto» della Gazzetta, ha fatto sì che tra le regine e i re della mostra ci fossero anche Peppino e Mirella. «Il 10 febbraio - racconta la Tamani - mi ha telefonato l'amico e collega Marco Bolasco, coordinatore del Comitato Scientifico e Curatoriale della mostra, chiedendomi aiuto nella ricerca di qualche foto dei Cantarelli. Il tempo stringeva, non solo per poter allestire la mostra ma anche per preparare il catalogo. Sarebbe stato davvero un grande vuoto quello lasciato dalla mancanza di riferimenti cantarelliani, un tempio della cultura gastronomica con ben due stelle Michelin, riconoscimento mai più raggiunto nella Food Valley».

«Sapendo quanto gli eredi di Peppino e Mirella Cantarelli fossero legati alle foto di famiglia, ho cercato una via alternativa. Ho contattato Giorgio Orlandini, dell'Accademia Italiana della Cucina, certa che qualche foto l'avesse. Compresa la portata dell'evento ed entusiasta all'idea di una nuova occasione per render omaggio ai Cantarelli, Orlandini, che però aveva perso le tracce di quelle foto, mi ha indirizzata al professor Corrado Mingardi, uomo-chiave del sapere del territorio bussetano, che prontamente mi ha fornito un contatto (ma avrebbe sforato coi tempi)».

«Allora - prosegue la Tamani - mi sono decisa a tentare la carta Fernando Cantarelli, uno dei figli di Peppino e Mirella, attraverso sua moglie, Fiorenza Fietta. Dopo aver spiegato il motivo per cui occorrevano le foto originali di famiglia (non ci sarebbe stato il tempo per fare dei duplicati) da inviare a Firenze rapidamente (è Giunti che si occupa infatti del catalogo) ho avuto l'ok. In loro l'entusiasmo per l'iniziativa ha prevalso. Ne abbiamo scelte dieci che tracciassero il racconto dell'epopea cantarelliana e ben rendessero l'atmosfera magica di quella bottega delle meraviglie, persa nelle Bassa Parmense, la cui sala da pranzo per anni era diventata meta di pellegrinaggio di raffinati gourmet e di noti personaggi come Robert De Niro e Harvey Keitel».

Oggi, sia nel catalogo sia nella mostra, i Cantarelli, come è giusto che sia, hanno la loro corona. Non resta che andare a Stupinigi.

r.c.

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