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Stefano e Isabella Spagnoli alla conquista degli Usa

21 marzo 2016, 06:00

Stefano e Isabella Spagnoli alla conquista degli Usa

Katia Golini

Sbarcano a San Francisco gli eterei e fantasiosi personaggi animati di Stefano Spagnoli. L'artista parmigiano, viaggiatore immaginario per eccellenza, espone una quarantina di tele, tra tempere e acquerelli, al Museo italo-americano della metropoli californiana, nella mostra «4 storie: artisti contemporanei italiani e italo-americani a confronto». Inaugurazione fissata per giovedì prossimo e aperta al pubblico per sei mesi, fino al 28 agosto.

Per Spagnoli non è un debutto negli States. Anzi è un grande ritorno dopo tanti anni. E' invece la prima volta di una mostra insieme alla figlia Isabella che porta negli Usa la sua collezione di «creazioni vegetali»: gioielli realizzati con i fiori.

«A spasso con Klee» il titolo del racconto di Spagnoli, lungo percorso di studio e gioco realizzato negli anni dell'artista parmigiano. «Tra le mie tantissime sperimentazioni quella con l'opera di Paul Klee ha determinato una passeggiata intensa e nutriente - spiega Spagnoli -. Mi sono esibito nel 1978 con una biografia immaginaria e filiale per acquerello dell'immenso artista bernese. I 50 guazzi, comprensivi di 10 ritratti di amanti mai possedute (l'inesistente e impalpabile Eveline per prima) vennero presentati dal grande poeta Attilio Bertolucci (padre di Giuseppe e Bernardo). Non ho mai abbandonato pur giocando in tanti territori e materiali compositivi diversi, il mio amore per Klee e, a volte, ancora riprendo il messaggio angelico riducendolo premeditatamente in una autoironica e compulsiva dimensione kitch. Temo che i tempi non meritino più tanta struggente bellezza. Chiudo con un frammento della presentazione del 1978 di Bertolucci: “Oggi Spagnoli ci presenta una fase della sua vicenda creativa nella quale la vita di Paul Klee ha il valore che per un devoto pittore avevano i santi e per un impressionista le ninfee”».

«4 storie», curata da Bianca Friundi e Mary Steiner, nata da un'idea di Chiara Pelagatti e sostenuta dal primo momento dalla direttrice del museo Paola Bagnatori, mette a confronto i lavori di Spagnoli con quelli del mantovano Adriano Castelli e dei due italo-americani Michael Rizza e Paulette Perone Long.

E' per Spagnoli, che negli Stati Uniti vanta un certo numero di collezionisti, l'occasione di riprendere il filo di un discorso mai abbandonato. E intrecciare un divertente «colloquio artistico» con la figlia Isabella. Al museo di San Francisco uno spazio ad hoc è dedicati infatti a «Petali sulla pelle», creazioni delicate e di forte impatto. Piccole opere uniche da indossare - orecchini, per lo più - realizzati a mano utilizzando petali di fiori o frammenti di verdura ingabbiati e resi eterni da una speciale resina trasparente, quindi «incorniciati» in irregolari fili dorati. «L'idea è nata guardando certi fiori. Erano così belli - spiega Isabella - che ho sentito il desiderio di farli esistere per sempre». Da qui una lunga serie di creazioni con rose, viole, petunie, ma anche zucca, mele e carote. Piccoli capolavori di una figlia «a spasso» per San Francisco col padre artista.

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