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Pronto soccorso pediatrico: 18mila accessi

08 aprile 2016, 07:00

Pronto soccorso pediatrico: 18mila accessi

Patrizia Celi

Il bambino non è solo un piccolo adulto, ma un essere davvero speciale, che deve essere salvaguardato e assistito dai medici specializzati nella cura dell'età evolutiva.

Lo dice la Simeup, la Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica, che, a seguito di una recente indagine in 188 strutture della penisola, denunciache sempre più spesso i bambini sono curati in urgenza non da specialisti pediatri, ma da medici che si occupano di adulti.

«Questo avviene soprattutto per la scarsità di pediatri negli ospedali: sono sempre meno infatti i posti disponibili nelle scuole di specializzazione in Pediatria, insufficienti rispetto ai pensionamenti – spiega il presidente di Simeup Riccardo Lubrano –. Così, in particolare nei nosocomi in cui c'è solo una divisione generale di pediatria, che sono la maggior parte, spesso per carenza di personale non si riescono più ad assicurare le consulenze in pronto soccorso».

Può insomma accadere che a curare il bambino intervenga il cardiologo, il nefrologo o l'oncologo degli adulti. Ma non a Parma, dove restano ancora garantite gran parte delle specialità pediatriche ai bambini che arrivano all'Accettazione in urgenza dell'Ospedale dei bambini «Pietro Barilla»: non solo pediatri e neonatologi, ma anche specialisti dell'età infantile in chirurgia, cardiologia, diabetologia, nefrologia, infettivologia, fisiopatologia respiratoria, gastroenterologia, endocrinologia, neuropsichiatria e oncoematologia; oltre a radiologi ed anestesisti infantili di grande esperienza.

L'Accettazione non è un pronto soccorso, ma un luogo in cui i bambini e gli adolescenti possono trovare risposta al loro bisogno di salute non grave, che non può essere risolto durante il giorno dal medico di famiglia o dalla guardia medica nei giorni festivi. Nel solo 2015 ne ha accolti e curati 18.707.

A questi si aggiungono i 3.470 giunti nei punti di emergenza oculistica (presso il Punto bianco del Maggiore) e ortopedica (all'interno del pronto soccorso) e i 4.034 arrivati direttamente al pronto soccorso degli adulti per traumi di ogni genere e condizioni critiche.

In totale l'ospedale cittadino ha accolto lo scorso anno oltre 26.000 bambini e adolescenti, che nella maggior parte dei casi sono transitati dall'Accettazione in urgenza dell'Ospedale dei bambini.

Questa porta all'ospedale infantile, come tutte le altre strutture italiane simili, è stata compresa nell'indagine della Simeup, che non ha riscontrato anomalie rispetto alla classificazione del Ministero della Salute che l'ha definita, per luce riflessa del pronto soccorso, Dea di secondo livello, cioè Dipartimento di Emergenza urgenza e Accettazione di massimo grado di eccellenza, in virtù delle prestazioni elevate assicurate dall'Azienda ospedaliero universitaria.

Non per nulla all'interno dell'area rossi del pronto soccorso generale c'è una postazione sempre in allestimento pediatrico, riservata ai bambini che giungono in condizioni critiche, ad esempio a seguito di incidente stradale o per grave insufficienza respiratoria.

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