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Parla l'arbitro

«Inseguiti da due auto»

14 aprile 2016, 07:01

«Inseguiti da due auto»

Giuseppe Labellarte

«Ci hanno inseguiti inveendo dalle auto, prima di causare l’incidente»: così ha parlato Alessandro Negrelli per più di un’ora nella caserma dei Carabinieri di Medesano. L’arbitro della partita che domenica è finita con un inseguimento e un incidente frontale sulla statale che porta a Noceto, ha raccontato la propria versione. Come sul campo di gioco, anche il giorno dell’incidente, al suo fianco c’erano i due guardalinee, James Mancarella e Lorenzo Concari: anche loro, decisi, hanno confermato di essere stati inseguiti al termine della gara, nella folle corsa che avrebbe causato l’incidente. Usciti dalla caserma, hanno ripetuto il racconto esposto ai carabinieri, un racconto che arricchisce di particolari la cronaca di una domenica di follia.

Sono giovani, come tanti arbitri che ogni domenica si trovano sui campi dilettantistici di tutta Italia, sembrano ancora scossi da quanto successo, ma decisi a sostenere la propria verità. «E’ vero che al termine della gara, al campo sportivo non è successo nulla - spiegano- è iniziato infatti tutto nel parcheggio. Noi, passando dall’uscita degli arbitri, siamo andati verso la nostra auto e lì, nel parcheggio che dà sul retro del campo, c’erano due uomini che ci aspettavano, ognuno davanti ad un auto».

A questo punto i tre confermano: «Avevamo già visto entrambi gli individui, al campo sportivo, durante la partita. Uno di loro è l’uomo che si è poi schiantato nell’incidente frontale. Durante tutta la gara aveva continuato ad offenderci». Negrelli continua il racconto spiegando: «Nel parcheggio non hanno fatto niente, si sono limitati a guardarci. Noi siamo entrati in auto e siamo andati via, sperando che fosse finita lì. Mi sono invece accorto immediatamente che anche loro sono entrati in auto, ognuno nella sua, e hanno iniziato a seguirci. Non ero certo venissero dietro a noi sino a che non siamo usciti dal paese, allora ho iniziato ad accelerare e, più acceleravo, più l’uomo alla guida della Fiat Stilo mi si avvicinava. Ad un tratto ha iniziato ad inveire verso di noi, urlava e faceva gestacci».

Qui sarebbe iniziato un vero e proprio inseguimento: «A quel punto- raccontano i tre- ci siamo davvero spaventati e abbiamo cercato di scappare». Arbitro e assistenti raccontano senza pensarci su un istante la medesima versione. Negrelli, che guidava, spiega: «Ho iniziato a sorpassare le auto che avevo davanti, ma i nostri inseguitori non mollavano, sorpassando anche loro, sino al momento dello schianto. Verso la fine del rettilineo abbiamo superato un’ultima macchina. Anche la Stilo, che arrivava a grande velocità, ha provato a sorpassarla, ma ha travolto la 500L su cui viaggiavano le due donne, che nel frattempo era sopraggiunta nella corsia opposta. Noi eravamo un po’ più avanti, quasi alla rotonda, quando abbiamo visto lo schianto negli specchietti».

Arbitro e assistenti spiegano poi che in quel momento, preoccupati per la propria sicurezza, erano già in contatto telefonico con i carabinieri. «Stavamo parlando con le forze dell’ordine quando c’è stato lo schianto. Tenevamo d’occhio quello che succedeva dietro, sperando che smettessero di seguirci. A quel punto non potevamo credere a quel che vedevamo. L’incidente è stato impressionante. Essendo in contatto con i carabinieri per chiedere aiuto, abbiamo avvisato in diretta dell’incidente, chiedendo l’intervento dei soccorsi». Durante lo scontro la Stilo guidata dal tifoso 48enne ha centrato una 500L su cui viaggiavano due donne, una 54enne residente a Collecchio e una medesanese di 53 anni. La 500, dopo un volo di alcuni metri, ha fermato la sua corsa nel campo d’erba vicino, mentre l’auto, con a bordo l’uomo, è rimasta devastata in mezzo alla carreggiata. Sul posto sono intervenuti soccorsi di tre comuni differenti, i carabinieri di Medesano e i vigili del fuoco che hanno estratto l’uomo dall’abitacolo. Il giorno dopo l’incidente le due donne sono state dimesse, per loro solo qualche trauma toracico e addominale. Più grave l’uomo alla guida dell’auto blu, che ha riportato fratture al femore e ad una spalla, oltre a diversi traumi in tutto il corpo. «Siamo felici che le due signore si siano riprese - proseguono gli assistenti di gara- e anche che non ci siano stati morti».

Rimarcando la propria testimonianza e parlando dell’altra auto che li avrebbe inseguiti spiegano: «Dopo l’incidente sarà scappata. Abbiamo letto quello che ha dichiarato il guidatore, negando l’inseguimento, ma noi siamo certi di quel che è successo e per questo oggi abbiamo detto tutto ciò che sapevamo ai carabinieri».