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BICENTENARIO

Maria Luigia, via alle celebrazioni

17 aprile 2016, 07:00

Carla Giazzi

200 anni fa, il 20 aprile 1816, Maria Luigia entrava a Parma. Per ricordare l’evento, ieri, nel giorno dell’apertura delle manifestazioni per il bicentenario, c’era anche, da Roma, la fanfara a cavallo dell'ottavo reggimento Lancieri di Montebello, unica fanfara a cavallo dell’esercito italiano. 12 cavalieri, su altrettanti cavalli bianchi e grigi, e i loro strumenti sono partiti dal Palazzo del Parco ducale per arrivare fino nel cuore della città, in piazza Garibaldi. Hanno attraversato ponte Verdi e percorso via Mazzini, seguiti da una piccola folla a piedi e in bicicletta, tra i passanti incuriositi e sono arrivati in una piazza già gremita di cittadini e autorità civili e militari. Qui hanno regalato tre quarti d’ora di concerto. Ma prima è stato il momento dei saluti ufficiali, aperti dalla presidente dell’associazione nazionale Arma di cavalleria - sezione di Parma, Paola Mattiazzi. All’associazione si deve l’iniziativa, insieme all’Associazione cavalieri degli Ordini dinastici della reale ducale casa Borbone Parma e al contributo del Comune di Parma, che Mattiazzi ha ringraziato in particolare nella persona del sindaco Federico Pizzarotti, della vicesindaco Nicoletta Paci e dell’assessore alla cultura Laura Ferraris, presenti tra il pubblico. Ad ascoltare la fanfara c’erano anche, tra gli altri, il prefetto Giuseppe Forlani, l’ex prefetto Luigi Viana, il comandante della compagnia carabinieri di Parma Giovanni Orlando, il principe Diofebo Meli Lupi di Soragna e i soci delle associazioni, unite dal comune patrono San Giorgio. Mattiazzi ha ricordato gli sponsor dell’iniziativa, che hanno anche donato alla fanfara prodotti tipici di Parma con cui festeggiare al rientro a Roma. «Nel giorno dell’inaugurazione delle iniziative per il bicentenario, aggiungere questo cammeo per rievocare l’arrivo a cavallo di Maria Luigia è un onore - ha detto il sindaco Pizzarotti -. E suggella il proficuo rapporto con l’esercito e con i carabinieri».

A rappresentare il reggimento, nel giorno di Maria Lugia, una donna, il capitano Flaminia Garello. Ha portato il saluto del comandante Massimo Crocco Barisano Colizza e ha ringraziato per l’opportunità che Parma ha dato al reggimento di «essere vicina a cittadini e istituzioni e vivificare così la propria storia», che, ha ricordato, è legata sia all’operatività equestre che all’alta rappresentanza. Ed è stato quindi il momento della musica, con un programma tutto pensato sulla figura di Maria Luigia, sulla cavalleria e sul maestro Giuseppe Verdi. Si è iniziato con l’inno dei Lancieri di Montebello, per proseguire con la marcia di Radetzky, scandita dal battimani del pubblico, e poi, tra le altre, con la marcia d’ordinanza del reggimento Nizza cavalleria (1°), uno dei reggimenti che ha stanziato in città insieme ai Lancieri di Montebello, che vi hanno stanziato per ben due volte. Molto gradite le arie da opere verdiane, dal Brindisi della Traviata al Va’ pensiero del Nabucco alla Marcia trionfale dell’Aida. E ancora, la marcia del principe Eugenio, marcia d’ordinanza dell’arma di cavalleria. E, alla fine, tutti in piedi a cantare l’inno di Mameli.

MOSTRA AL MUSEO GLAUCO LOMBARDI

Un debutto con classe. Le iniziative dedicate al bicentenario dell'ingresso di Maria Luigia a Parma si sono aperte ieri al museo Glauco Lombardi con un triplo evento: l'inaugurazione della mostra «Parma 1816: dal ministro Magawly alla duchessa Maria Luigia» a cura di Francesca Sandrini, la presentazione del catalogo, la premiazione degli studenti del liceo artistico Toschi che hanno lavorato alla rappresentazione pittorica del primo giorno della duchessa in città. Dopo l'introduzione di Alberto Greci, presidente della Fondazione museo Glauco Lombardi, i saluti di Roberto Delsignore, presidente di Fondazione Monte Parma e del vicesindaco Nicoletta Paci, l'assessore alla cultura Laura Ferraris ha ripercorso in sintesi il lavoro in veste di coordinatore dell'ampio programma per il bicentenario e il senso dell'iniziativa che ha coinvolto l'intero territorio. «Nessun atteggiamento nostalgico - ha ribadito - ma un'occasione importante per unire istanze diverse intorno a un unico progetto, che ha attirato l'attenzione anche a livello internazionale».

La parola quindi è passata a Giovanni Godi, consigliere della Fondazione e esperto di arte e storia di Parma che ha ricordato le precedenti grandi mostre dedicate alla duchessa, nel 1974 e nel 1982 alla reggia di Colorno, più tutte le iniziative del Glauco Lombardi sotto la sapiente guida della direttrice Sandrini che ogni anno aggiunge un tassello al puzzle della storia ducale. «Maria Luigia - ha ironizzato sottolineando l'amore della duchessa per la cultura in senso ampio - ha un problema: ha avuto troppe biografie. Ricordo solo che parlava sette lingue, conosceva la musica, dipingeva non da dilettante».

Alla direttrice del museo il compito di illustrare la mostra e il volume. «Abbiamo voluto raccontare gli anni precedenti l'insediamento e ci siamo concentrati sul lungo viaggio compiuto da Maria Luigia per arrivare a Parma». Utilizzando documenti inediti, la ricerca è stata rivolta alla ricostruzione di un periodo storico complesso («abbiamo cercato di ricostruire il clima dell'epoca» spiega la Sandrini) e incentrata sull'approfondimento della figura del ministro Magawly («che agiva sotto l'occhio vigile di Vienna»). Francesca Sandrini ha spiegato i risvolti politici della nomina di Maria Luigia, ha ricordato che fino all'ultimo una parte dei parmigiani faceva il tifo per la rivale storica Maria Luisa di Borbone-Spagna, ha sottolineato come i notabili del tempo facessero pressing per ottenere posti di potere. E' quindi entrata nel merito della mostra: «Una piccola mostra» ha tenuto a precisare, un'esposizione che mette a disposizione dei visitatori pezzi di pregio e di valore storico-artistico importanti. A partire dalla tela di proprietà dell'Università, datata 1816, in cui Maria Luigia è ritratta all'interno dell'Ateneo che lei stessa volle rilanciare ancora prima di arrivare a Parma. O il grande quadro del 1820, firmato Giovan Battista Callegari (proprietà di una galleria antiquaria torinese) in cui la duchessa indossa il «collier del re di Francia», donatole da Napoleone in occasione della nascita del figlio.

Quindi i protagonisti sono diventati i ragazzi della 4ª B del liceo Toschi. Riconosciuto il merito a tutti si è passati alla premiazione: prima classificata Elena Dall'Aglio, che ha raccontato la passeggiata serale in piazza Garibaldi; seconda Giulia Gobetti che ha dipinto il passaggio sotto l'arco di via Repubblica; terza Matilde De Pietri che ha rappresentato il saluto di Maria Luigia alla folla dal balcone del palazzo ducale. Segnalazione speciale per Aurora Giuliano.