Archivio bozze

Inchiesta

La «mappa» delle chiese sconsacrate

19 aprile 2016, 07:00

La «mappa» delle chiese sconsacrate

Luca Molinari

Gallerie d’arte, auditorium, biblioteche, carceri, negozi, magazzini militari, circoli ricreativi e anche un’officina per auto. Le chiese sconsacrate di Parma nel corso dei secoli sono state utilizzate come contenitori delle più svariate attività e iniziative, rigorosamente profane. Attualmente gli ex luoghi di culto (ancora visibili) sparsi per la città sono circa una ventina. Molti di più se si contano anche ex conventi e chiese completamente demolite e sostituite nel corso del tempo, da palazzi e uffici. Come si evince dalle ricerche storiche sulla materia - a partire dal volume “Chiese e conventi di Parma” di Felice da Mareto e dalla più recente approfondimento storico di Franco Papotti - Parma nel corso dei secoli è stata una città ricchissima di chiese e conventi. La soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei beni ecclesiastici avvenuta in epoca napoleonica non ha risparmiato la nostra città, depredata di importanti opere d’arte e impoverita dalla perdita di numerosi ordini e congregazioni. Molte delle chiese sconsacrate ancora visibili, sono state destinate ad altri usi proprio in quel periodo (ossia all’inizio del 1800). Ad esempio, la chiesa di San Francesco del Prato (piazzale San Francesco), gioiello dell’arte gotica-francescana, è stata convertita in carcere nel 1810, dopo la soppressione degli ordini religiosi. Stessa sorte per il vicino convento di Sant’Elisabetta, trasformato in carcere femminile. Curiosa anche la destinazione profana di Santa Maria della Pace, in borgo delle Colonne. La chiesa in cui era solito fermarsi a pregare San Guido Maria Conforti, per anni è stata utilizzata come officina da un meccanico, dopo essere stata chiusa e sconsacrata nel 1913. Era una chiesa anche la nuova biblioteca universitaria che sorge all’ombra delle torri dei Paolotti, in via D’Azeglio, così come la sede del circolo Zerbini, in via Bixio, dove sorgeva una chiesa fondata dai templari. San Luca degli Eremitani, in borgo Padre Onorio, è stata invece utilizzata per anni come magazzino militare dall’Aeronautica. Molte chiese, oggi chiuse e sconsacrate, hanno avuto un passato glorioso. San Marcellino per un certo periodo è stata un’abazia. Gran parte degli ex luoghi di culto cittadini contenevano opere d’arte di grande valore, oggi conservate in musei come il Louvre, gli Uffizi e la Galleria Nazionale. Nell’ex chiesa di Santo Stefano (strada Petrarca) sopra l’altare maggiore, si trovava la pala di Michelangelo Anselmi con la Vergine in gloria e i santi Giovanni Battista e Stefano, trasferita al museo del Louvre. Dalla ex chiesa di Santa Maria dei Servi (piazzale dei Servi) provengono la Madonna dal collo lungo del Parmigianino, oggi agli Uffizi, e lo Sposalizio della Vergine di Giulio Cesare Procaccini, in Galleria nazionale.

Tutte le fotografie sulla Gazzetta di Parma

Leggi tutte le Top News: 24 ore PARMA - ITALIA/MONDO - SPORT

24 ORE PARMA - Top news città e provincia

24 ORE ITALIA-MONDO - Tutte le flash news 

24 ORE SPORT - Top news

Video Mondo: ecco i filmati più interessanti e curiosi

© RIPRODUZIONE RISERVATA