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Dopo il blitz

Ulivi: incontro con i carabinieri

19 aprile 2016, 07:00

Ulivi: incontro con i carabinieri

Chiara Pozzati

«Questa scuola è molto altro. I pochi grammi di marijuana trovati nei bagni non ci rappresentano». La faccia bella dell’Ulivi ad essere «bollata» proprio non ci sta, ecco perché dopo i controlli dei militari coi cani antidroga invita alla riflessione, ma non solo. Incontra il capitano Giovanni Orlando, al timone della Compagnia carabinieri di Parma. Così la Benemerita «sale in cattedra» e dialoga con gli adolescenti, per rispondere a dubbi e mettere in guardia. Quello andato in scena ieri mattina, durante l’assemblea dei rappresentanti, è un excursus, sotto il profilo penale e amministrativo, per ricordare ai ragazzi che «i risvolti lasciano comunque una traccia che può precludervi sogni e carriere. Una segnalazione come assuntori in Prefettura può sbarrarvi le porte di concorsi pubblici o ambiti professionali. – va al sodo Orlando -. Il market dello spaccio gravita attorno a schemi e figure ricorrenti. Non dimenticate che comprando dosi non state pagando l’anello debole, il pusher al minuto. Piuttosto foraggiate le grandi organizzazioni criminali: mafia, camorra, ‘ndrangheta ci hanno costruito imperi». Così in un’Aula Magna attenta e affollata – circa un centinaio di studenti – lo scientifico di viale Maria Luigia decide di «proseguire nel solco della riflessione sul tema degli stupefacenti – chiosano il preside Giovanni Brunazzi prima e i ragazzi poi - . Perché non abbiamo intenzione di voltarci dall’altra parte». Seppur centellinati, hashish e marijuana sono stati scovati dai segugi tra gli infissi delle porte e accanto ai davanzali del wc dei maschi. Ma qualcosa ha stuzzicato le narici del cane anche nella toilette femminile: «segno che dev’essere “passata” anche da là» non si nasconde dietro un dito il dirigente scolastico. Ma – e questo ci tengono a rimarcarlo tutte le parti coinvolte – non si è trattato di un intervento a “gamba tesa” delle divise, piuttosto di «un’azione educativa e preventiva». «Non parliamo di un blitz a sirene spiegate in una scuola che si è sottratta ai controlli, anzi è il frutto di un percorso condiviso». Un servizio soft se vogliamo, visto che i cani con gli alamari hanno perlustrato solo i bagni senza avvicinarsi agli studenti. «E noi siamo d’accordo – precisa l’assemblea -. Solo che non vogliamo che l’opinione pubblica si fermi a questo. Sono tanti gli argomenti e i progetti messi in campo da quest’istituto. Senza contare che da tempo siamo impegnati ad affrontare il tema della droga. Esempio palese è l’assemblea al D’Azeglio che ha visto protagonisti don Luigi Valentini, vicario generale della Diocesi, nonché anima di Betania, Maria Antonioni, direttore del Sert, e il sindaco Pizzarotti».

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