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Tragedia

Morto soffocato a Pellegrino: è polemica

29 aprile 2016, 07:03

Manrico Lamur

«Chiediamo al sindaco la convocazione di un consiglio comunale straordinario per discutere sull’autorizzazione alla comunità Appennino e sulla chiusura della struttura "A casa mia" in quanto, per quest’ultima, le risposte ricevute dal primo cittadino non sono state soddisfacenti».

Dopo il decesso del 32enne ferrarese all’interno della comunità Appennino di Pellegrino per persone affette da disturbi psichici, i consiglieri di minoranza del gruppo «L’IdeAzione», Matteo Marosi, Filippo Poggi Longostrevi e Corrado Orsi intervengono per chiedere al sindaco, Emanuele Pedrazzi, spiegazioni sulla concessione dell’autorizzazione all’apertura della comunità Appennino.

«Siamo addolorati ma allo stesso tempo perplessi per quanto accaduto l’altra sera - affermano -. Un episodio che non dovrebbe accadere all’interno di un luogo dove sono alloggiate persone fragili, bisognose di cure continue, costanti, attente e professionali. Avevamo domandato al sindaco, come massima autorità sanitaria del paese, attraverso interrogazioni e richieste di accesso agli atti spiegazioni sulla struttura. In base ai documenti in nostro possesso, la comunità Appennino ha un’autorizzazione provvisoria al funzionamento firmata dal primo cittadino il 30 luglio del 2015. Come prevede la legge regionale 564 del 2000, solo in casi eccezionali e straordinari il Comune può autorizzare provvisoriamente l’apertura di una simile struttura previa l’acquisizione del parere preventivo della commissione apposita dell’Asl - proseguono -. Il gestore Aurora Domus ha inoltrato la domanda al Comune di Pellegrino per l’apertura della struttura per pazienti psichici, autorizzazione provvisoria rilasciata dopo il parere preventivo della commissione dell’Asl rilasciata il 21 luglio 2015. Nella risposta si legge che in riferimento alla richiesta di parere per l’autorizzazione della struttura in oggetto inoltrata da Aurora Domus viene premesso che la richiesta di autorizzazione non può ai sensi del dgr 772/2007 avere ad oggetto l’approvazione dei criteri delle linee guida e dell’elenco dei servizi per l’attivazione del processo di accreditamento in ambito sociale e socio - sanitario. Viene anche precisato che la tipologia di comunità alloggio oggi autorizzabile è solo quella definita dalla dgr 564/2000 per l’accoglienza di anziani "con riferimento ai requisiti minimi di tipo strutturale, organizzativo e di personale stabiliti dalla direttiva". Vogliamo pertanto sapere dal sindaco perché ha concesso l’autorizzazione provvisoria nonostante il parere preventivo della commissione - concludono i consiglieri -. Ancora una volta chiederemo la convocazione di un consiglio comunale straordinario per discutere su questa vicenda e su quella della chiusura della struttura "A casa mia" visto che le risposte ricevute non sono state soddisfacenti».

Comitato utenti e famigliari (CUF) del Dipartimento salute mentale dell'Azienda Usl di Parma: "Vicini ai famigliari"

Davanti al tragico avvenimento nella Comunità di Pellegrino Parmense, il Comitato utenti e famigliari (CUF) del Dipartimento salute mentale dell'Azienda Usl di Parma è vicino ai famigliari per la perdita del proprio figlio, esprimendo tutto il proprio cordoglio. Siamo convinti che, nonostante questo episodio così fatalmente tragico e grave, il sistema di cure di Parma e provincia continuerà sempre a mantenere alta la qualità delle prestazioni e la personalizzazione dei percorsi di riabilitazione e terapeutici per chi soffre di disturbi psichici.
Certamente il compito per chi opera in sanità non è facile, a fronte di risorse che non sono illimitate. Ma sui punti fermi della qualità e dell'attenzione alla persona noi non arretreremo, e insieme a noi siamo certi che faranno lo stesso anche i servizi sanitari e socio-sanitari di questa provincia.
Mario Di Egidio, Presidente CUF Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale-Dipendenze Patologiche AUSL di Parma