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Vita dura per i piccioni

Nati 4 falchi in San Giovanni

11 maggio 2016, 07:00

Mara Varoli

Due fiocchi azzurri e due fiocchi rosa, sul campanile di San Giovanni. Quattro in una volta sola. E non accade tutti gli anni. Mirka e Rigel, la coppia di falchi pellegrini che vive nel cielo sopra Parma da tempo, hanno dato alla luce due femmine e due maschi: Mimosa, Bellatrix, Sirio e Polaris, come i nomi delle stelle più splendenti.

Quattro pulli con gli occhi ben sgranati, che ora hanno tre settimane e vivono uno sopra l'altro, nel nido a 50 metri di altezza. Ancora non sanno volare, ma sono già ghiotti di piccioni e storni, cacciati dai premurosi genitori.

I piccoli sono sempre sorvegliati dalla brava Silvia Salomoni, da tre anni volontaria della Lipu, in particolare nella Riserva naturale di Torrile e Trecasali. Da sempre appassionata di natura, Silvia si è laureata in Produzioni animali e controllo della fauna selvatica a Bologna: «Dal 2014 seguo la coppia di falchi pellegrini che vive sul campanile dell'abbazia di San Giovanni - spiega Silvia, 22 anni -. I due esemplari sono presenti in città dal 2006 e hanno iniziato a nidificare nel 2012. Bisogna premettere che i falchi pellegrini, come quasi tutti i rapaci, sono monogami e quindi si accoppiano con lo stesso esemplare per tutta la vita».

In realtà, la coppia storica ha nidificato quattro volte fino al 2015, quando poi, purtroppo, è morto il maschio. E l'anno scorso, nonostante fossero state deposte dalla femmina quattro uova, non è nato nessun pullo. Fortunatamente, è arrivato un nuovo maschio e ora finalmente sono nati questi quattro pulli.

«Guardando la facciata dell'abbazia, il nido si trova esattamente nella parte posteriore del campanile - continua Silvia -, a circa 50 metri di altezza, mentre il campanile è alto 75 metri. Oltre ai monitoraggi da terra con il binocolo, abbiamo anche la possibilità di andare sul campanile con la scala interna, grazie al permesso di padre Giacomo, l'abate. I piccoli li abbiamo scoperti tre settimane fa, grazie alla fototrappola e la scorsa settimana con Marco Gustin, responsabile specie della Lipu e inanellatore, e Mario Pedrelli, delegato per la Lipu di Parma abbiamo inanellato i quattro pulli: è importante mettere gli anelli metallici per tenere i dati aggiornati e perché qualora venissero ritrovati o fotografati si riesce a capire da dove arrivano. E' una specie di carta d'identità. Con questi anelli, sappiamo esattamente dove e quando sono nati e chi li ha inanellati».

Tra una decina di giorni inizieranno a fare i primi voli. Per i primi mesi rimarranno insieme ai genitori per imparare a cacciare e quindi a essere indipendenti, mentre in autunno inoltrato prenderanno la loro strada.

«Possono fare anche moltissimi chilometri - ricorda Silvia - finché non trovano una zona ricca di cibo e assente di competitori: in pratica, di altri rapaci. E finché rimarranno nel nido non avranno grandi pericoli. Potrebbero cadere quando inizieranno a fare i primi voli, come era successo a una femmina nel 2014, ma per fortuna si era salvata».

Affamati di piccioni e storni, è una risorsa avere in città una intera famiglia di falchi pellegrini: tengono pulito il cielo. E non solo: «Grazie a uno studio - conclude Silvia -, è stato dimostrato che la coppia di falchi che vive a Bologna si ciba per il 90 per cento di piccioni. Per cui, è un rapace che ha un ruolo ecologico importantissimo».