Archivio bozze

Tribunale

«Sono incinta»: prostituta ricattò anziano, condannata

12 maggio 2016, 07:01

«Sono incinta»: prostituta ricattò anziano, condannata

Gli aveva mostrato molto affetto. Tante attenzioni che mai quell'ottantenne avrebbe immaginato. Ma, a volte, quando fanno capolino tanti soldi, la passione si riaccende come non mai. Come in questo caso: la prostituta romena, poco più che trentenne, fa credere a quell'anziano ex imprenditore amore eterno. Per poi piazzare l'affondo finale, quando il pensionato vuole chiudere la storia: «Il bambino che sto aspettando è tuo: devi mantenerlo, altrimenti dico tutto a tua moglie». Un'estorsione in piena regola, che ieri è costata alla donna una condanna a 2 anni e 4 mesi, oltre al pagamento di 500 euro di multa. Quel ricatto, infatti, aveva fatto sì che l'uomo, terrorizzato, sborsasse oltre 30.000 euro nel giro di qualche mese. La scelta del rito abbreviato ha consentito comunque alla donna di poter beneficiare dello sconto di un terzo della pena.

Ma quella giovane prostituta, oggi 31enne, non è la sola che il pensionato aveva frequentato. C'erano anche due gemelle, pure loro romene, che erano riuscite a fare breccia nel cuore dell'uomo. Finché l'incantesimo (per l'anziano) anche in questo caso si era rotto, ed era cominciato il ricatto: spalleggiate dai fidanzati, le due donne sarebbero riuscite ad ottenere dal pensionato 150.000 euro minacciandolo di rivelare la loro storia ai familiari. Tutti arrestati nel marzo 2015, lo scorso novembre hanno patteggiato: 3 anni e 2 mesi per le due donne e 2 anni e 10 mesi per i fidanzati, un 25enne marocchino e un 27enne albanese.

Si erano conosciuti alcuni anni fa, il pensionato e le due ragazze. Oltre alle sorelle, però, lungo la stessa strada c'era spesso anche l'altra ragazza romena, la 31enne arrestata a novembre e condannata ieri. Il pensionato si era mostrato fin da subito generoso con tutte e tre. Un altruismo fatto di migliaia di euro al mese. Soldi spesi per pagare l'affitto dell'appartamento dove le giovani vivevano, per rimpinguare i loro conti correnti e pagare i viaggi in Romania, per contribuire alle cure mediche delle loro famiglie e saldare anche interventi estetici.

Una fuoriuscita continua di denaro: conti correnti sempre più leggeri e comportamenti diversi da parte dell'anziano. E' così che in famiglia nascono i primi sospetti. E dopo le prime titubanze, il pensionato decide di parlare. Racconta di quegli incontri, ammette di aver dato una marea di soldi alle ragazze. Ma quando viene convocato in questura è irremovibile: solo un gesto di altruismo, quelle «donazioni» di denaro. Nessuna pressione da parte delle ragazze che, anzi, lui avrebbe voluto aiutare per toglierle dalla strada. In ogni caso, rassicura tutti, a partire dai familiari: quel capitolo della sua vita è chiuso.

Ma così non è. Perché cominciano i ricatti. Arriva anche la minaccia di rivelare che quel bimbo è suo. E lui paga. Finché non scattano le manette.

G. Az.

© RIPRODUZIONE RISERVATA