Archivio bozze

Via Bixio

La fibra ottica scaccia la posta di carta

22 giugno 2016, 07:00

La fibra ottica scaccia la posta di carta

Mentre racconta la storia sorride. E prova quasi a trarne una specie di lezione filosofica. «In fondo posso dire che la posta elettronica mi ha bloccato quella tradizionale. Insomma, la tecnologia ha ingabbiato la carta».

E detta così potrebbe essere quasi una vicenda esemplare. Ma in realtà non lo è. E soprattutto è la riprova di come vengono spesso realizzati i lavori al servizio della collettività. Che finisce per rimetterci.

Tutto si è svolto in una manciata di ore, nella giornata di lunedì della scorsa settimana. «Sono uscito da casa mia, in Guasti di Santa Cecilia e come sempre ho buttato un occhio alla cassetta della posta», spiega il professionista che abita a due passi da via Bixio. Poi, per tutta la giornata, il lavoro lo ha portato in ufficio da dove è rientrato solo verso le 20. E allora ha avuto la sorpresa.

«Mi sono trovato una struttura piazzata davanti a casa, una specie di cassetta proprio a fianco della porta di ingresso. E che soprattutto blocca definitivamente la cassetta delle lettere, assediata da una specie di palo».

Inutile dire o fare qualcosa però: era sera e quindi il proprietario non ha potuto fare altro che aspettare il mattino dopo per telefonare in Comune chiedendo conto dell'intervento. Realizzato tra l'altro senza che nei giorni precedenti uno straccio di segnale o cartello avvisasse degli imminenti lavori. «Ho chiesto senza avere risposta. Così ho chiesto in giro e ho scoperto il segreto. Quella cabinetta è una scatola posizionata durante i lavori di cablaggio per portare la fibra ottica nella zona».

Insomma, sarebbe un segnale positivo: la fibra ottica vuol dire internet veloce per tutti. Ma quella rapidità porta con sè, involontaria conseguenza, anche la parola addio alla posta di carta. «Ho allora telefonato e chiesto un intervento a tutti e qualcuno si deve essere attivato visto che sotto casa mia, nei giorni scorsi, è comparso un uomo che ha proceduto a scattare delle foto del manufatto. Dalla sua espressione mi sembrava tutt'altro che soddisfatto di quanto stava vedendo. Infatti scuoteva la testa perplesso».

Già, un simile intervento qualche dubbio lo solleva di sicuro. Ma comunque sono passati dieci giorni e quel catafalco è ancora li, immobile e ingombrante, senza neppure un segno distintivo che ne attribuisca la proprietà a qualcuno. La posta di carta intanto continua a non poter arrivare. Il futuro, si dice, è nella rete. Ma se è così è un futuro parecchio invadente. lu.pe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA