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Senza biglietto sui treni, viaggi nei guai

14 luglio 2016, 07:00

Senza biglietto sui treni, viaggi nei guai

Si parte per un viaggio senza biglietto e ci si ritrova ad affrontarne uno tra le grane. Con un crescendo che potrebbe fermarsi alla semplice multa. E che invece spesso porta a guai giudiziari. O per una serie di parole sbagliate (dalle minacce agli insulti e alle false attestazioni). O per azioni del tutto fuori luogo, per le quali i passeggeri senza biglietto aggrediscono gli agenti della Polizia ferroviaria o i controllori che, nell'esercizio delle loro funzioni, sono pubblici ufficiali. Sarebbe meglio pensare in anticipo alle conseguenze.

Non sempre è necessario che entri in scena il taccuino delle contravvenzioni, perché il passeggero perda il controllo. E' il caso della 45enne distinta signora di Falconara che reagì in malo modo a chi le annunciava di dover fare delle verifiche sulla sua tessera Freccia Rossa. Pare che fosse nella black list di Trenitalia. «Può anche essere stata clonata da altri» spiegò il capotreno. Ma la donna non volle sentire ragioni: prese a calci e graffi il ferroviere. E a sua volta finì in una sorta di black list: quella che raggruppa chi è indagato per resistenza a pubblico ufficiale.

Guai su vari fronti invece, per un 39enne parmigiano che tutto avrebbe dovuto fare per evitare l'incontro ravvicinato con le forze dell'ordine. Invece, di ritorno da un weekend in Romagna, sorpreso senza biglietto su un regionale, sostenne di non avere i soldi per pagare la multa e fornì un nome di fantasia. Il controllore non gli credette: il 39enne, accompagnato negli uffici della Polfer, fece un po' di confusione nel fornire le proprie generalità. Insomma, fu lui stesso a tradirsi. A suo carico scattò la denuncia per false attestazioni a pubblico ufficiale. Alla quale ne seguì un'altra: dalle sue tasche uscirono 7 grammi di marijuana e una pasticca d'ecstasy.

Anche il bus può essere un «valido mezzo» per finire nei guai. Ne sa qualcosa un 19enne foggiano denunciato per false attestazioni a pubblico ufficiale e tentativo di sostituzione di persona. Ai verificatori della Tep che lo sorpresero senza biglietto il giovane diede le generalità di un ex compagno di scuola. Ma venne scoperto dagli uomini della Polfer. «Succede che i ragazzi senza biglietto diano le generalità di loro conoscenti - spiega Massimo Robuschi, comandante della Polizia ferroviaria -. Può essere una forma di bullismo, e quasi sempre i ragazzi credono sia un banale scherzo. Non sanno di incorrere in guai penali con i quali rischiano di dover fare a lungo i conti. In generale, spesso non c'è consapevolezza delle conseguenze delle reazioni».

Di nuovo in treno. In aprile, un 21enne senegalese si chiuse in bagno, nella speranza di evitare la multa. Il capotreno richiese l'intervento della Polfer. E lui, dopo aver finto di aver perso il biglietto in bagno, si scagliò contro agenti e ferroviere. Rimediò una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. C'è anche chi, pur di non finire sanzionato, si finge (immigrato) clandestino e chiede di essere riportato in patria. E' il caso di un 23enne ivoriano: presto si scoprì che il giovane era regolare in Italia. A quel punto alzò le mani su poliziotti e capotreno.

Qualcuno è andato oltre. Un quarantenne albanese sorpreso senza biglietto su un regionale per La Spezia mandò a quel paese e minacciò il capotreno (furono poi i carabinieri nel Pontremolese a denunciarlo per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Dieci giorni dopo, lo stesso capotreno lo vide salire su un regionale in stazione. Di nuovo senza biglietto, il passeggero non aveva alcuna intenzione di scendere. Dovette intervenire la Polfer, e il convoglio partì con 20 minuti di ritardo. Oltre alla resistenza a pubblico ufficiale, il quarantenne rimediò una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Non sarebbe stato più «diretto» pagare il biglietto, come previsto dalla legge? O i diretti sono solo treni del passato? rob.lon.