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Fidenza

«Mio fratello non è un seguace dell'Isis»

08 agosto 2016, 07:03

«Mio fratello non è un seguace dell'Isis»

«Mio fratello simpatizzante dell’Isis? Non è possibile. Probabilmente non hanno approfondito le indagini». E' sconvolto e incredulo, dopo l’espulsione dall’Italia del fratello 34enne che viveva con lui. L’accusa è gravissima: fare propaganda all’Isis e alla jihad sul social network Facebook.

«Per me lui non c’entra niente. Se avessi mai immaginato una cosa del genere non sarebbe rimasto un minuto in più in casa mia. Ho saputo tutto dai giornali come voi. Non so dire se sia stato espulso per un motivo giusto o sia stato un errore. Io sono convinto lui non abbia niente a che fare con l’Isis» prosegue.

Poi racconta: «Mercoledì mattina mi ha telefonato la questura dicendo che mio fratello doveva andare a ritirare dei documenti. Doveva andare giovedì. Proprio giovedì (il giorno in cui è avvenuta l’espulsione, ndr) mentre io stavo tagliando l’erba nel cortile del condominio, mia moglie mi ha chiamato dicendo era arrivata la polizia. Ho chiesto e mi hanno detto che dovevano fare controlli su mio fratello. Sono entrati sia in casa, sia in cantina ma non hanno trovato nulla. Non so nient’altro. Non ho parole per commentare quello che è successo».

L’uomo, nato in Marocco, vive in Italia dai primi anni Duemila ed è cittadino italiano dal 2013. Lavora come montatore meccanico e abita con la famiglia in una casa popolare in zona mercato che gli è stata assegnata nel dicembre 2005. Il fratello, invece, era arrivato in Italia nel 2007. Aveva lavorato come bracciante agricolo in Puglia per alcuni mesi per poi arrivare a Fidenza. A dicembre 2014 era tornato in Marocco, dove è rimasto circa un anno per poi rientrare a Fidenza a dicembre 2015.

A Fidenza il 34enne poi espulso non lavorava se non saltuariamente, facendo qualche lavoretto in agricoltura. Secondo quanto dichiarato dal Comune, il 34enne avrebbe vissuto in casa del fratello in maniera abusiva e per questo motivo è stato avviato l’iter per lo sfratto.

«Ho saputo che ci vogliono sfrattare perché avrei ospitato mio fratello abusivamente ma non è vero. Lo scorso dicembre con l’assistenza di un avvocato ho presentato la domanda per il rinnovo del suo permesso di soggiorno. In otto mesi non ci è mai arrivata risposta. Sono anche venuti diverse volte a controllare se effettivamente vivesse qui. Appena arrivato il permesso di soggiorno, mio fratello sarebbe andato via da casa mia – spiega – E’ vero che sono indietro con il pagamento dell’affitto, ma ho sottoscritto un piano di rientro e sto pagando gli arretrati. Per un periodo sono stato senza lavoro e non potevo pagare».

L'uomo è ben integrato a Fidenza e frequenta sporadicamente il centro culturale islamico di Fidenza. I figli, anche loro con cittadinanza italiana, frequentano le scuole cittadine. «Sono musulmano e fiero di esserlo. Sono italiano e fiero di esserlo. I terroristi anche se si dichiarano islamici non c’entrano nulla con la religione. Sono assassini criminali e non hanno religione».