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TESTIMONIANZA

Massacrata di botte da tre uomini

10 agosto 2016, 07:02

Chiara Pozzati

«Lui voleva uccidermi. E gli altri che mi hanno pestato sono amici suoi». Lo ripete in un assordante bisbiglio Kamila (il nome è di fantasia) 22 anni all'anagrafe, invecchiata di colpo nel tardo pomeriggio di domenica. Origini nigeriane, parla in un inglese zoppicante infarcito di parole italiana. Il lui è riferito al «suo uomo», come lo definisce lei stessa, che stando al racconto l'avrebbe aggredita con due connazionali.

Una storia dai contorni surreali che si dipana in una stanza al quinto piano di Ortopedia. E' stata lei a chiamarci, a voler raccontare quanto le è capitato nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro: la sua casa. A discapito dell'età, sembra una donna fatta, quando ci accoglie con un tenue sorriso dal letto d'ospedale. Il gesso ha inghiottito il braccio e la mano destri e s'intravede un lungo squarcio sulla pelle. Un coltello? «No, il vetro di una finestra».

E' una storia da maneggiare con cura quella di questa giovane donna che glissa – forse per paura, forse per altro – su molti aspetti. Racconta della terribile domenica nell'abitazione in viale dei Mille che condividerebbe coi tre aggressori. Parla di botte arrivate all'improvviso che mima con un mulinar di braccia e suoni. Come il più triste dei fumetti. Dice che non sa perché «ma i tre hanno cominciato a menar le mani, mentre il mio uomo mi diceva che mi avrebbe ucciso». Sulla più scontata delle domande si blocca: «Non so davvero come mai sia successo».

Kamila racconta di essere approdata qui nel 2013 e di lavorare come domestica per una famiglia parmigiana. Sulla storia con quest'uomo e la difficile convivenza a quattro dice ben poco. Non si tratterebbe del marito, ma lei lo ama e nonostante tutto lo considera «suo». Gli altri due inquilini sarebbero amici di lui. I contorni della vicenda si fanno ancora più foschi quando si parla di denuncia o di richiesta di soccorsi. Lei dice di non aver chiamato, «ma la polizia è comunque arrivata». Probabilmente la «pantera» è piombata in viale dei Mille dopo gli sos lanciati dai vicini.

Una situazione non così rara per gli uomini delle volanti, abituati a sedare liti su liti. Sulla faccenda, vista la delicatezza del caso, vige il più stretto riserbo. Intanto Kamila, che lunedì ha subito un'operazione al braccio, si sta rimettendo. Di questa storia rimane un referto medico in cui balza all'occhio la compatibilità tra le ferite e un'arma da taglio e dubbi difficili da sciogliere.

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