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SICUREZZA

San Leonardo, gli abitanti: «Questa è una polveriera»

10 agosto 2016, 07:03

Chiara Pozzati

Un cambio di passo, perché «San Leonardo è una polveriera di rabbia e malcontento in cui urge un intervento serio».

Ecco cosa invoca il Gruppo di cittadini di quartiere che nella lettera di «rivolta» non si limita a tirare le orecchie alle istituzioni, ma propone una vera e propria ricetta antispacciatori. Scomodando la cultura: dall'organizzazione di eventi itineranti per vivacizzare la zona, alle piste ciclabili antidegrado. Senza dimenticare il sostegno delle realtà del terzo settore che operano con impegno e dedizione in San Leonardo, con il coinvolgimento delle scuole e dei giovani.

«Ogni volta che ci troviamo di fronte a dichiarazioni di esponenti di questa giunta sul contrasto alla criminalità è difficile non essere colti dallo sconforto - comincia così la missiva indirizzata al sindaco, ma allargata a tutte le istituzioni della città -. Leggere "questi controlli rientrano nella normale attività di presidio", "garantire un presidio a tutela della cittadinanza" , "l'attività viene anche integrata dall'utilizzo delle telecamere dislocate nelle strade" (frasi tratte dal post Facebook del primo cittadino e dai comunicati del Comune, ndr ) permette di constatare nuovamente che queste persone descrivono e rappresentano una condizione che non ha la minima attinenza con quello che sta accadendo nei nostri quartieri. Quartieri certamente presidiati, ma dagli spacciatori e non dalle istituzioni. Il tutto mentre ci troviamo dinnanzi a una situazione che sta velocemente e inesorabilmente peggiorando, in termini di presenze e dislocazione di punti di spaccio».

«Anche l'attribuzione di responsabilità al contesto legislativo nazionale non sembra andare nella direzione di un impegno efficace in favore di San Leonardo - prosegue lo sfogo amaro degli abitanti -. Non possiamo credere che non si possa far nulla e non vogliamo rassegnarci alla sconfitta della legalità».

Allora che fare? «Pensiamo all'organizzazione di eventi musicali, teatrali, letterari e di cinema itineranti nei quartieri, per valorizzare spazi e luoghi (magari i più nascosti) ma che meritano di essere riscoperti. Non bisogna limitarsi a eventi di qualità solo in centro. Proponiamo l'assegnazione di contributi economici a sostegno di iniziative e progetti proposti da organizzazioni appartenenti al terzo settore. Sodalizi che operano prioritariamente sul territorio. E ancora del coinvolgimento dei giovani delle scuole medie e superiori, ponendosi un duplice obiettivo. Da una parte quello di sensibilizzarli sul tema del degrado, dall'altra quello di raccogliere idee e contributi innovativi su possibili modi per riqualificare le zone più a rischio. Infine, proponiamo la realizzazione di percorsi culturali, ad esempio piste ciclabili che conducano dalla stazione alla Certosa di Parma e allo Csac. Il tutto attraversando il nostro quartiere, con transito davanti alla chiesa di San Leonardo, attraverso il futuro Museo del vetro, lungo il Naviglio».

I residenti chiariscono senza giri di parole: «Non abbiamo bisogno di un libro dei sogni e non è sufficiente l'introduzione di agevolazioni che hanno il sapore del "marketing elettorale". Occorre promuovere la cultura diffusa, perché la cultura in strada è la strada per generare sviluppo territoriale e processi di inclusione sociale».

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