Archivio bozze

VOLONTARIATO

Emporio, il supermarket della solidarietà

11 agosto 2016, 09:31

Luca Molinari

A Emporio i carrelli escono pieni di pane e dignità. Non tanto per il fatto che chi compra non paga, ma per l'aria che si respira. Nel supermarket solidale di strada Traversante San Leonardo - sostenuto da Fondazione Cariparma - non esistono clienti. L'atmosfera è quella di una grande famiglia. Ogni persona che entra viene salutata e chiamata per nome. Prima ancora di chiedere aiuto, riceve un sorriso. Per fare acquisti serve una tessera a punti che dura un anno. Un meccanismo semplice, che offre grande libertà e maggiore dignità rispetto alla classica consegna dei «pacchi» o alla mensa del povero. Gli spazi inoltre sono quelli di un normale supermarket: i prodotti sono divisi negli scaffali e la cassa è all'uscita. All'inizio c'erano solo dieci generi alimentari di base. Poi, grazie al lavoro dei volontari e delle associazioni promotrici del progetto, il paniere è cresciuto e oggi è molto simile a quello di un normale supermercato. Ci sono pasta, biscotti, farina, olio, riso, pane, verdura, frutta, uova, pannolini per bambini e tanto altro. La sfida è quella di riempire gli scaffali tutti i giorni.

Le aziende «solidali» sono numerose, così come i donatori. Determinati prodotti però, tra cui olio e farina, devono essere necessariamente acquistati da Emporio perché non vengono donati in quantitativi sufficienti. «Parma rimane una città solidale, ma il bisogno cresce in maniera costante - sottolinea il presidente, Giacomino Vezzani -. In due giorni abbiamo battuto 600 scontrini. Un record per agosto. Prima infatti qualcuno riusciva a tornare a casa, ora invece chi è povero non si muove da Parma».

Gli utenti di Emporio sono famiglie italiane e straniere (che abitano in Italia da almeno da 10 anni), oltre a mamme sole che non riescono ad arrivare a fine mese. «Attualmente abbiamo in carico oltre 900 famiglie, che significa più di 3200 persone - precisa Vezzani -. Di queste, oltre il 30% sono di Parma, un altro 25% è rappresentato da mamme sole con figli a carico. Anche le famiglie straniere di cui ci occupiamo vivono in Italia da almeno 10 anni. Si tratta di nuclei che si sono trovati in difficoltà a causa della crisi. In molti casi bussano alla nostra porta persone che hanno perso il lavoro, ma non mancano quelli che ricevono uno stipendio o una pensione troppo bassa per vivere dignitosamente».

Le domande per accedere ad Emporio sono cresciute del 30% rispetto allo scorso anno. «Emporio vuole essere uno spazio di integrazione della città - continua Vezzani -. Il nostro intento è quello di aiutare le famiglie nel momento in cui si trovano in difficoltà, per dar loro la possibilità di ripartire. Chi bussa alla nostra porta viene inserito in una graduatoria basata su una serie di dati (tra cui l'indicatore Isee) sulla situazione economica. Durante il dialogo valutiamo anche altri fattori, tra cui la salute e la situazione famigliare».

Le famiglie che cadono in povertà in molti casi ci rimangono per tanto tempo. «Abbiamo sempre più famiglie che ci chiedono aiuto anche una volta terminata la tessera di durata annuale - osserva il presidente di Emporio -. Per venire incontro a queste realtà, dopo un periodo di stop, offriamo una nuova tessera di durata semestrale, dando la precedenza alle nuove domande».

La lista d'attesa per accedere al servizio è lunga, ma non manca il sostegno di benefattori e aziende: «Cresce il bisogno, ma anche la risposta da parte del volontariato. Siamo grati a Parma per quello che sta facendo anche in questo mese di agosto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA