Archivio bozze

Lutto

Addio al dermatologo Alinovi

12 agosto 2016, 07:02

Patrizia Celi

Era un dermatologo molto conosciuto Alberto Alinovi, una persona capace di lasciare il segno in quelli che lo incontravano. La sua scomparsa mercoledì notte, all'età di 72 anni, ha lasciato tutti sgomenti perché, se qualche malessere fisico ultimamente l'aveva turbato, nulla lasciava presagire un epilogo così drammatico ed improvviso. Rientrava con la moglie Angela, dopo una serata semplice e spensierata con gli amici, quando ha accusato un malore, subito dopo mezzanotte. E per lui non c'è stato scampo. Questa sera alle 20.30 nella chiesa di Marore sarà recitato il Rosario, mentre domani alle 10 la salma sarà accompagnata dalla sala del commiato di Pilastrello alla chiesa e poi al cimitero di Marore. Sono tanti gli amici e i colleghi che stanno pensando di rientrare dai luoghi di villeggiatura per stringersi alla moglie Angela e ai figli Andrea e Stefano e rendere omaggio al professionista di gran calibro, capace di coinvolgere i pazienti con una naturale empatia, e all'uomo, forte e risoluto, intelligente e battagliero, per queste doti capace di generare stima e simpatia. La passione per la medicina e quella per l'ambito sociologico hanno proceduto di pari passo durante la sua vita, preponderante la prima durante gli anni della formazione, fino alla laurea in Medicina nel 1973 e la specializzazione in Malattie della pelle e veneree. Poi il soggiorno negli Stati Uniti, presso il Sinai Hospital e la Wayne University di Detroit, che cambiarono completamente la sua visione del mondo, per quello spiccato senso della meritocrazia che caratterizzava la società americana. Tornato a Parma la sua carriera di specialista ebbe il sopravvento sulle altre passioni e l'attività didattica universitaria per i dermatologi in formazione, unita a quella di ricerca scientifica, caratterizzarono giornate di grande impegno e studio con al centro i pazienti della Clinica dermatologica diretta da Fulvio Allegra.

Nel 1985 fu nominato professore associato e dal 1997 al 2000 diresse la Scuola di specializzazione in Dermatologia dell'Università di Parma. Nel 2002 lasciò la Clinica tra le polemiche, c'è chi dice per la mancata nomina a direttore, che considerava il giusto completamento della sua carriera e del suo impegno. Continuò l'attività libero professionale presso il Poliambulatorio Medi-Saluser, che svolgeva dal 1979.

«Alberto era un professionista di indiscussa competenza, con una caratteristica speciale, molto amata dai suoi pazienti: era carismatico e insieme sapeva condividere il problema riportato dal malato, riuscendo così a farsi seguire nel percorso terapeutico» ricordano il direttore generale Roberto Marchesi e il direttore sanitario Pier Malachia Dardani.

«Ma era soprattutto il lato umano a spiccare nei rapporti con tutti noi – proseguono –. Leale, chiaro, amava il confronto e raggiungeva il cuore delle persone».

Sentimenti condivisi anche al Centro Gemini. «La notizia ci ha lasciato sgomenti – spiega la direttrice generale Barbara Campanini –. Era un professionista straordinario, che dava e pretendeva molto dai suoi collaboratori. Ci colpiva in particolare la sua grande cultura e i suoi profondi interessi per l'animo umano che riusciva a comprendere a fondo».

Alinovi leggeva con passione e scriveva. Non solo articoli scientifici, ma pagine cariche di passioni e ideali, come quelle racchiuse nel libro «Il Codice Borgia della Società Italiana», edito da Silva nel 2010 e uscito in seconda edizione rivisitata nel 2013 per Edizioni Polistampa.

«In questo libro mio padre illustrava la sua visione del possibile riscatto della società, in cui sperava – racconta il figlio Andrea –. Si spendeva personalmente per i suoi ideali cercando interlocutori con cui condividere i suoi pensieri. Ideali che ha voluto trasmettere anche a noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA