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LEGA PRO

Baraye: «Resto per giocare»

13 agosto 2016, 07:00

Baraye: «Resto per giocare»

Sandro Piovani

Difficile pensare ad un Yves Baraye che accetta serenamente la panchina. Difficile pensare che il bomber della passata stagione, provato adesso come trequartista, possa vivere il suo calcio senza gol; difficile non pensare che l'attaccante/centrocampista crociato non stia prendendo in considerazione l'ipotesi di rispondere a una delle (molte?) proposte di mercato. Fa parte del mondo del calcio, lo si può anche capire. Baraye, parlando di pallone, ha due obbiettivi: giocare (il più possibile domenica dopo domenica) al livello più alto consentito e segnare (non a caso il suo sogno, mai celato, è quello di arrivare a giocare in serie A). Potrà farlo a Parma? Accetterà di stare in panchina? A girargli le domande lui, Baraye, sorride. Ma non racconta balle. Non si nasconde. Con quel pizzico di diplomazia classico del calcio professionistico. E si capisce che con queste prerogative, per lui, non sarà una stagione semplice. Dove la maturità del giocatore forse andrà dimostrata più fuori dal campo che durante le gare.

«Ogni giocatore vuole sempre giocare, io darò il massimo per scendere in campo, e se meriterò la panchina l’accetterò, ma lavorerò sempre per essere pronto e dare il massimo quando verrà schierato».

Ma a questo punto della stagione, chiuso in attacco e in lotta per un posto a centrocampo, come vede il suo futuro?

«Sto bene a Parma, voglio rimanere qui, ma nel calcio non si sa mai. Se mi manderanno via loro vedremo. Sono qui a Parma per giocare e basta. Se mi mandano via non c’è scelta, non si può fare diversamente. Ma la mia volontà è quella di rimanere, e stare in campo. Io voglio semplicemente giocare».

Dall'inizio della preparazione Apolloni la sta provando a centrocampo, in mediana. Come si trova a giocare in questo ruolo? Non le mancherà un po' il gol?

«Il mio compito non è quello di segnare, l’importante è che vinca la squadra. Lo scorso anno ero più vicino alla porta e facevo molti gol, quest’anno giocando da mezzala posso comunque fare gol. Posso fare tutto, assist, gol, è uguale: l’importante è che vinca il Parma e che alla fine saliamo in serie B. Questo nuovo ruolo l’ho già fatto».

Come è andata questa prima parte della preparazione, con questo nuovo ruolo?

«L’inizio di stagione lo sto vivendo bene, sto provando come centrocampista ma sono ruoli che ho già fatto in passato. Con la Juve Stabia facevo la mezzala, la seconda punta, l’esterno, come nelle altre esperienze passate. I ruoli non sono importanti, la cosa fondamentale è stare in campo. Voglio essere in campo, il ruolo cambia poco».

Il Parma debutterà al Tardini nella seconda giornata di campionato contro il Lumezzane, la sua ex squadra, dove ha giocato con continuità per due stagioni.

«È la prima squadra con cui ho giocato, era la mia prima esperienza. Ho giocato tanto lì, ma nel calcio non c’è pietà, ora sono nel Parma e voglio sempre vincere. È la prima in casa, non vogliamo certo perdere, vogliamo subito i tre punti, sia in trasferta contro il Modena che in casa contro il Lumezzane».

Che campionato si aspetta? Quali sono, per lei, le avversarie più temibili di questa stagione?

«Quelle che danno fastidio normalmente sono le piccole squadre, ma noi dobbiamo giocare con tutti allo stesso modo, puntiamo a vincere il campionato e per questo non dobbiamo sottovalutare nessuno».