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L'inchiesta

Immobili, la crisi morde anche la chiesa

13 agosto 2016, 07:00

Immobili, la crisi morde anche la chiesa

Luca Molinari

Terreni, appartamenti, edifici industriali, supermercati, un cinema, una casa di riposo.

Sono questi i beni di proprietà dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc), che si occupa della gestione degli ex benefici parrocchiali.

Si tratta cioè dell'organismo che paga gli stipendi dei sacerdoti della nostra diocesi impegnati in attività pastorali. La crisi negli ultimi anni non ha risparmiato l'Idsc.

«La crisi si sente – confessa il presidente dell'istituto don Rosolo Tarasconi – e riguarda soprattutto gli immobili (un centinaio distribuiti in città e in altri comuni come Langhirano, Traversetolo, Sorbolo e Sala Baganza ndr). Diversi inquilini non pagano e anche le vendite di terreni edificabili avvengono molto più raramente rispetto al recente passato».

Nel 1990 Parma ha costituto con l'Idsc di Modena la società «La Ghirlandeina», che opera in campo immobiliare gestendo, tra l'altro edifici industriali e supermercati.

L'ente ha inoltre aderito al Consorzio volontario per la valorizzazione della Pineta di Cozzano, al quale ha concesso i propri terreni situati nell'ambito del Parco.

Recentemente è stata avviata anche una collaborazione con l'Idsc di Reggio Emilia.

«Abbiamo costruito assieme un edificio industriale affittato alla multinazionale Puratos - sottolinea ancora don Tarasconi –, una multinazionale che si occupa di prodotti da forno e di cioccolato». Idsc non possiede chiese, canoniche od oratori.

«Si tratta di beni di proprietà delle singole parrocchie - aggiunge il presidente dell'istituto -, anche la diocesi non ha beni propri ad eccezione del palazzo vescovile».

Tutti gli istituti diocesani fanno capo ad un istituto centrale e sono nati dopo il 1984 in seguito al concordato tra Santa Sede e stato italiano. L'ente non gestisce i beni storici e culturali, ma possiede un patrimonio di beni molto diversificato. Il risultato economico conseguito ogni anno viene inviato all'istituto centrale di Roma, che provvede al pagamento di tutte le retribuzioni dei preti.

L'istituto diocesano di Parma da oltre quindici anni è guidato da don Tarasconi (prima di lui la guida era affidata a don Brenno Tagliavini) assieme all'amministratore delegato Giuseppe Iamiglio e a un consiglio di amministrazione composto da sacerdoti ed esperti di vari settori (cariche gratuite).

«L'Idsc – riprende a spiegare don Tarasconi – ha eliminato le differenze tra parrocchie povere e ricche e quindi tra preti poveri e ricchi, creando una vera e propria rivoluzione. “Prebenda parrocchiale”, “beneficio”, “case della parrocchia” sono parole che da quasi trent'anni non si usano più perché tutti questi beni sono confluiti nell'Idsc, che li gestisce e fa in modo che producano reddito, per garantire uno stipendio congruo a tutti i sacerdoti».

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