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DOPO IL FURTO

Borsetta lanciata dal treno e ritrovata dalla Polfer

17 agosto 2016, 07:00

Borsetta lanciata dal treno e ritrovata dalla Polfer

Sui soldi, una sessantina di euro, aveva messo una pietra sopra fin da subito. Ben più dura era dire addio alle chiavi, ai documenti, al bancomat e alle tessere varie che compongono la scacchiera della nostra quotidianità. Solo qualcuno malato di un eccesso di ottimismo avrebbe potuto sperare di tornare in possesso di tutto ciò che era sparito con la borsetta rubata sul treno. Eppure, questa volta c'è il lieto fine. Volata dal finestrino, la borsetta (con tutto il suo contenuto) è rientrata in possesso della legittima proprietaria passando attraverso la porta dell'ufficio della Polizia ferroviaria: risparmiando tempo, denaro e angosce a una venticinquenne piacentina.

Erano da poco trascorse le 9 di qualche giorno fa, quando il viaggio della giovane, diretta a Reggio Emilia a bordo di un regionale, ha preso una brutta piega. A Fidenza sono saliti sei ragazzi a dir poco turbolenti. Il gruppetto ha preso a gridare e ad andare avanti e indietro lungo il corridoio della penultima carrozza, sulla quale aveva preso posto la 25enne. Confusione studiata apposta per fare bottino: è bastato un attimo di distrazione, uno sguardo dal finestrino più lungo degli altri, perché la borsetta lasciata dalla giovane sul sedile accanto sparisse. E con essa il chiassoso gruppo.

Scoperto il furto, la viaggiatrice ha chiesto aiuto a un altro passeggero che si trovava non lontano da lei. E' stata fortunata. L'uomo, un ferroviere in quel momento fuori servizio, ha telefonato subito alla Polfer, guadagnando minuti preziosi. E infatti, il sestetto, che nel frattempo aveva trovato posto nell'ultima carrozza del regionale, al momento di scendere a Parma, ha trovato ad attenderlo gli uomini della Polizia ferroviaria. I ragazzi sono stati accompagnati in ufficio. Sono tutti di origine nordafricana. Oltre a un 21enne e a un 20enne, gli altri sono tutti minori: uno ha 17 anni, due 15, il più piccolo 14. Un paio di loro ha avuto modo di mettersi già in mostra con le forze dell'ordine.

Intanto, un primo controllo del treno ha permesso di trovare solo in cellulare della giovane, infilato proprio nel cassettino portarifiuti in corrispondenza dei sedili sui quali si erano accomodati per il loro breve viaggio. Della borsa, nessuna traccia, a parte una caramella e alcuni effetti personali sparsi a terra davanti alla toilette dell'ultimo vagone. Pare che la borsetta sia stata buttata proprio dal finestrino di quello spazio. Sarebbe stato uno dei sei ad ammettere il lancio della borsetta. «L'ho trovata per terra - avrebbe cercato di giustificarsi -. E quando mi sono accorto che qualcuno avrebbe potuto vedermi l'ho lanciata, per evitare di essere accusato ingiustamente».

Giuste o ingiuste che siano le accuse, i sei sono indagati per furto aggravato in concorso. La vicenda poteva anche concludersi così. Con la derubata costretta a sporgere denuncia per tutto ciò che le era stato rubato e a rivolgersi a un fabbro per cambiare le serrature di casa. Invece, la Polizia ferroviaria ha fatto scattare la caccia alla borsetta. Innanzitutto, ha chiesto ai macchinisti dei treni in viaggio tra Fidenza e Parma di guardare lungo la linea. Poi, calcolando i tempi e la velocità del regionale, ha ristretto l'area delle ricerche.

Percorsi tre chilometri a piedi lungo i binari, all'altezza di Parola una pattuglia ha trovato la borsetta (che si era incastrata dietro a un manufatto) e, un paio di centinaia di metri oltre, il portafogli.

Erano le 17, nemmeno otto ore dopo il furto, quando alla legittima proprietaria sono stati restituiti carta d'identità, bancomat e postamat, le tessere sanitaria, dei bus di Piacenza, della biblioteca e di circoli vari. Oltre alle chiavi di casa. Regalandole una gioia (a sorpresa) che le ha fatto dimenticare il furto.rob.lon.

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