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Morto Rosati, neurologo di fama internazionale

17 agosto 2016, 07:00

Morto Rosati, neurologo di fama internazionale

Patrizia Celi

Si è spento ad Alghero Giulio Rosati, vicino al mare che tanto amava, nella mattina di Ferragosto. Neurologo di fama internazionale, Rosati era un “parmigiano del sasso”, cresciuto in Oltretorrente, come tanti ragazzi di buona famiglia forgiato alla vita dagli studi e dallo sport. Il rugby innanzitutto, che fin dalla giovane età l'aveva visto militare nella gloriosa Rugby Parma dei primi anni Sessanta. Nato nel 1943, Rosati aveva iniziato la sua prestigiosa carriera di medico a Parma, laureandosi nel 1968 e specializzandosi in Malattie nervose nel 1970. Poi il trasferimento all'Università di Sassari, per seguire il suo “maestro” Mirko Carreras. Qui condusse gran parte della sua vita, tranne alcuni anni di lavoro a Ferrara, fino a diventare, nei primi anni Ottanta, professore ordinario di Neurologia e direttore della Clinica neurologica. Con grande entusiasmo e rigore condusse pionieristici studi di ricerca, svolgendo anche un'appassionata attività clinica a contatto con i pazienti e le loro famiglie. Così, in quegli anni, si formò il profilo del grande specialista, oggi considerato il più importante neuroepidemiologo italiano. La sua passione scientifica era lo studio dello sviluppo delle patologie nelle popolazioni, dei fattori di incidenza e crescita, dai quali desumere il profilo della malattia. Principi che applicò soprattutto alla sclerosi multipla, per l'elevata incidenza nel territorio sardo. Il suo intenso lavoro gli valse nel 1996 la nomina a responsabile del Centro regionale sclerosi multipla sardo. All'Università di Sassari assunse nel 1986 anche la carica di direttore della scuola di specializzazione in Neurologia; poi fu nominato preside della facoltà di Medicina, dal 1997 al 2008 e di delegato alla Sanità del rettore dal 2009 al 2012. Un'ultima grande soddisfazione gli fu regalata pochi mesi fa, quando con decreto del ministero dell'Istruzione fu nominato professore emerito, come riconoscimento alla straordinaria carriera costellata di innumerevoli collaborazioni e pubblicazioni internazionali. Gli amici parmigiani che l'hanno frequentato negli ultimi anni raccontano di un uomo ancora molto affascinante, nonostante un importante problema di salute l'avesse allontanato dal lavoro per alcuni mesi. Ma si era ripreso benissimo e diceva “come tutti i miracolati cammino sulle acque”. Le onde del suo amato mare che aveva contribuito a tenerlo lontano da Parma, quando avrebbe potuto assumere la direzione della Clinica neurologica dell'Ospedale Maggiore, e che nell'ultimo fatidico giorno l'ha visto spegnersi improvvisamente. Nonostante le scelte professionali e della vita privata, Rosati è rimasto un parmigiano doc, di quelli per cui si va orgogliosi.

La sua straordinaria esistenza di uomo rigoroso, onesto, generoso e nel contempo gioioso è descritta tra le righe di dolore e cordoglio per i familiari che in molti hanno voluto affidare al web: colleghi, allievi, pazienti e familiari di persone malate hanno affidato alla rete parole semplici ma piene di significato, come “umanità scienza e professionalità ne facevano un uomo speciale”, “straordinario professionista e grande combattente”, “medico meticoloso dall'umanità esemplare”, “mi è sempre piaciuta la tua autorevolezza”. E tanti altri.

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