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Tragedia sfiorata

Tenta il suicidio, provoca un'esplosione

17 agosto 2016, 07:03

Chiara Pozzati

Fiammate e un botto violentissimo. Un tunisino di 43 anni, con ustioni gravissime in gran parte del corpo, è stato trascinato dall’appartamento in via Monte Penna da uno dei coinquilini. E ora rischia la vita, ricoverato in Rianimazione. Una famiglia con un bimbo di 18 mesi è stata salvata dagli agenti della Volante. Ed è un quartiere sotto choc quello che si raduna di fronte alla chiesa di San Giovanni Battista. Finisce così il pomeriggio di ieri, segnato da un rogo potente deflagrato molto probabilmente per disperazione. L’incendio è scoppiato attorno alle quindici, siamo al primo piano del palazzo di via Monte Penna 1, un edificio enorme che svetta all’angolo con via Sette Fratelli Cervi.

Secondo le prime testimonianze raccolte, le fiamme sarebbero divampate dalla camera da letto del tunisino e lo scoppio sarebbe stato provocato dai vetri in frantumi della stanza satura di gas. La prima ipotesi investigativa, suffragata da diverse testimonianze, è da brivido. Pare che dietro a questo gesto di dolore cieco ci sia un vissuto pesante, costellato da mesi di malessere difficile da intercettare. Anche se, va detto, non è ancora stato chiarito fino in fondo se si sia trattato di un’azione suicida o di un incidente. L’uomo, accolto da mesi nell’appartamento comunità dell’associazione San Cristoforo, guidata da don Umberto Cocconi, è stato ricoverato prima nell’Area Rossi del Pronto Soccorso. Quindi è stato trasferito d’urgenza nel reparto di Rianimazione. Le sue condizioni sono gravissime e la prognosi è rigorosamente riservata. Il 43enne in abita nell’appartamento insieme ad altri tre inquilini. E’ in libertà vigilata e aveva intrapreso questo percorso alternativo costantemente assistito dai medici e da don Cocconi stesso che ieri si è precipitato appena ha appreso la notizia. «Io mi trovavo in cucina, in casa eravamo da soli – spiega Antonio Michele, che ha condiviso la casa con il 40enne - Ho sentito un gran botto, poi fumo e fiamme. Sono corso nella sua stanza e l’ho trascinato fuori, sentivo una forte puzza di acetone». Il volto segnato da fuliggine e paura, nessuna pretesa da eroe, Antonio Michele fuma una sigaretta ancora scosso per l’accaduto. La situazione è precipitata davvero in pochi minuti ed è stato lui a salvare il tunisino e a dare l’allarme. Una “pantera” delle Volanti è piombata in via Monte Penna e gli agenti si sono lanciati nella corsa a perdifiato per far evacuare il palazzo. Fortunatamente, visto il periodo, molti appartamenti erano vuoti per il sollievo di tutti. A sirene spiegate per fendere il traffico sono accorsi anche i vigili del fuoco. Sono piombati di fronte a San Giovanni con un’autoscala, un’autopompa serbatoio e il cosiddetto “carro aria”, necessario per l’erogazione di ossigeno nell’attrezzatura dei pompieri. gli uomini di via Chiavari, armati di maschere antigas, sono penetrati nell’abitazione dal balcone. Hanno domato le fiamme e messo in sicurezza il palazzo riuscendo anche a contenere i danni per il circondario. Sotto choc il quartiere: in molti hanno riferito d’aver udito «un enorme boato».