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Emma, scout «tosta» sulla sedia a rotelle

18 agosto 2016, 07:01

Emma, scout «tosta» sulla sedia a rotelle

Luca Molinari

Emma Manghi, 18 anni e da due su una sedia a rotelle per una malattia rara, è appena tornata da Jambville, in Francia, dove si è svolto il raduno internazionale degli scout. Emma fa parte del «Clan delle Vette», il gruppo scout Parma 8 (Annunziata) che comprende ragazzi e ragazze tra i 16 e i 21 anni. «Sono scout da quando ho sette anni - dice - e ho pensato che il Roverway potesse essere un'occasione unica nel mio cammino scout». Così Emma ha preparato lo zaino ed è partita: «E' stata un'esperienza bellissima e arricchente che mi ha fatto capire che lo scoutismo può essere il giusto mezzo per creare ponti tra culture diverse».

Era la prima volta che la giovane parmigiana partecipava a un raduno internazionale. «Quando sei lì ti senti cittadino del mondo – osserva – vieni a contatto con realtà molto diverse dalla tua, che ti aiutano ad aprire lo sguardo e a riflettere sull'identità scout». Emma ha trascorso la prima settimana a Lione assieme ad altri ragazzi e ragazze italiani, francesi, spagnoli e coreani. La seconda settimana i cinquemila scout da tutto il mondo si sono ritrovati a Jambville, un'ora da Parigi. «Il tema di quest'anno era costruire ponti per un'Europa unita. Per questo le attività si sono concentrate sulla conoscenza di altre religioni e culture», spiega Emma.

Nello scoutismo la diversità è una ricchezza, un punto di unione. «Il messaggio più grande che mi porto a casa è che la diversità non è limitante – dice Emma – Vivendo su una sedia a rotelle, è qualcosa che mi tocca da vicino. In questa esperienza ho avuto la fortuna di trovare persone che mi hanno fatto sentire a mio agio e che si sono concentrate sulle mie capacità, valorizzandole. Questo ha contribuito a creare un fantastico rapporto con gli altri ragazzi, che mi hanno trattato “alla pari”».

Lo stesso atteggiamento, spiega la ragazza, che hanno i bambini del Branco in cui Emma presta servizio: «La mia sedia con loro diventa gioco o scherzo: un trattore o un trono, si può decorare, smontare, ci si può ridere su con pazzi progetti che solo gli scout possono pensare».

Emma Manghi sta per iniziare la quinta superiore al liceo Ulivi. «Dopo la maturità voglio iscrivermi a chimica all'Università e diventare insegnante di scienze. Mi piacerebbe anche diventare uno dei capi del mio gruppo scout di cui fa. Ai giovani che si trovano nella mia condizione voglio dire che, se lo vogliono, possono fare tutto. Tutti hanno dei limiti, ma non ci devono condizionare».

Emma, oltre ad essere una giovane scout, si cimenta nel teatro, pratica sport e si spende nel volontariato. Un consiglio ai coetanei? «Non mollate. Alcune cose possono non riuscire al meglio. Ma non fermatevi a un'idea, sforzatevi di metterla in pratica».

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